La crisi è una bufala – Provocazione del Wall Street Journal: “La gente fa shopping”

Provocazione del Wall Street Journal: "La gente fa shopping"


“Siamo sempre vestiti in modo adeguato e tutti hanno l’aspetto benestante di tre anni fa, quando si era al culmine della prosperità. I centri commerciali sono sempre lì e la gente continua a percorrerne le corsie, sognando a occhi aperti con i carrelli mezzi pieni”.
In definitiva “Nulla sembra diverso”.

Lo dice con piglio un po’ provocatorio Peggy Noonan, autorevole editorialista dell Wall Street Journal, che si chiede dove sia la recessione.
Forse nei “discorsi tra moglie marito”, ma non nei comportamenti reali della gente comune americana, che continua a consumare come nulla fosse. Altro che crisi.

SONDAGGIO: COME GIUDICHI
L’ATTUALE CRISI ECONOMICA?

Come osserva il “Corriere“, nel tradizionale “Venerdì Nero” dello shopping successivo al giorno del Ringraziamento – in cui i prezzi sono fortemente scontati – i consumatori Usa hanno speso 10,6 miliardi di dollari contro i 10,3 di un anno fa (+3%). E la corsa all’acquisto compulsivo non si è arrestata lì, perché “da giovedì a domenica ben 173 milioni di americani si sono riversati nei negozi o hanno navigato online a caccia dei migliori affari (+17% rispetto al 2007), spendendo mediamente 372 dollari a testa (+7%)”.

L’articolo della Noonan intende togliere ogni giustificazione agli interventi in economia del governo Usa (presente e futuro), che per i neoliberisti USa duri e puri significano sostanzialmente più tasse future.

Su un altro blog conservatore, si negano le analogie tra crollo del 1929 e attuale crisi economica snocciolando le cifre: al tempo della Grande Depressione il Prodotto interno lordo Usa scese del 9,4%, la disoccupazione crebbe del 5,5% e la produzione industriale diminuì del 20%; di contro, nell’ultimo anno il Pil non è sceso, la disoccupazione è aumentata tra l’1 e il 2% e la produzione industriale è calata del 5%.

“Inoltre, durante la Grande Depressione la disoccupazione raggiunse un picco del 25%, la borsa crollò dell’80% rispetto ai suoi massimi e il Pil nazionale continuò a scendere del 7-10% per anni“.
Insomma, “paragonare la situazione attuale alla Grande Depressione è come assimilare la Seconda guerra mondiale alla Guerra del Golfo. Sì, sono entrambe guerre, ma la differenza è in ordine di magnitudo”.

Parere non condiviso dal Premio Nobel per l’Economia Paul Krugman, che in un’intervista all’Huffington Post osseva che nelle ultime settimane “i numeri dell’economia reale – vendite al dettaglio, produzione industriale, importazioni, esportazioni – sono diventati peggiori di quanto mi aspettassi. Adesso sembra che l’economia stia precipitando in un burrone. Questo mi rende meno sicuro del fatto che perfino misure drastiche possano salvarci dalla caduta”.
E secondo il settimanale Usa Today, gli attuali supersconti rischiano di danneggiare l’economia perché “pur favorendo lo shopping, riducono quasi a zero i profitti di negozi e grandi magazzini già in crisi”.

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