Crisi, senatori e deputati si tagliano lo stipendio

La retribuzione subirà una riduzione di mille euro al mese. Ministri e sottosegretari dovranno rinunciare al 10% del compenso

Dal prossimo gennaio arriveranno buste paga più leggere per parlamentari, ministri e sottosegretari. Per i primi il taglio sarà di 1.000 euro, mentre gli altri dovranno rinunciare al 10% dei loro compensi.
Dunque per i prossimi tre anni deputati e senatori dovranno rinunciare a 500 euro al mese di diaria di soggiorno e altri 500 euro – sempre al mese – saranno tolti dall’importo utilizzato per pagare i cosiddetti portaborse.
Facendo alcuni calcoli, la diaria passerà da 4.000 euro mensili a 3.503, mentre la somma per i collaboratori scenderà da 4.678 euro a 4.178 al Senato e da 4.190 a 3.690 alla Camera.
Ciò significa che lo stipendio di gennaio dei senatori sarà 13.295, mentre quello dei deputati di 12.679 euro. Sono cifre nette.

La scure si abbatterà anche su ministri e sottosegretari non parlamentari. Essi dovranno rinunciare al 10% dei compensi. Per ministri si tratta di 16.620 euro lordi la mese, mentre per i sottosegretari vanno 15.716 euro. Sempre lordi e sempre al mese.
Su taglio in realtà non esiste certezza. Infatti le retribuzioni di ministri e sottosegretari sono composte da due voci: la retribuzione base – 5.351 euro lordi al mese per i ministri e 4.447 euro per i sottosegretari – e le indennità – di 11.269 euro lordi per entrambi.
Le norme sono chiare, sembrerebbe che la riduzione del 10% interesserebbe solo sulla sulla retribuzione base. Se così fosse (gli stessi uffici della presidenza del consiglio stanno aspettando indicazioni dall’Economia), la busta paga dei ministri e sottosegretari subirà un taglio più modesto rispetto ai colleghi parlamentari: a gennaio i ministri porteranno a casa 16.085 euro e 15.272 i sottosegretari.

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