Crisi e lavoro: perchè chiude la Rinascente nel centro di Genova

Simbolo del boom economico e storico grande magazzino italiano, chiude la Rinascente nel centro di Genova

È nata alla fine dell’Ottocento ed ha rappresentato da subito un simbolo di speranza e svolta: economica, culturale, sociale.

Ha poi vissuto tra gli anni Sessanta e Ottanta un’espansione importante, diventato lo storico magazzino in tutta Italia, acquisito da Fiat e con sedi in tutte le principali città del territorio. Stiamo parlando della Rinascente, un nome che è diventato un mito e che ora dovrà chiudere le porte del proprio punto vendita di Genova, mettendo la parola fine ad un’epoca. In una città, che da tempo sta soffrendo sotto il peso delle difficoltà. Solo una piccola parte dei lavoratori del negozio si è salvata e dovrà trasferirsi a Milano, nel grande shopping center in piazza Duomo, primo vero cuore della catena. Gli altri a casa.

Un marchio nato dall’idea dei due fratelli Luigi e Ferdinando Bocconi e che ora deve fare i conti con la crisi. D’altronde il negozio sta affrontando da tempo le difficoltà economiche degli ultimi anni e dopo trattative e illusioni, è costretto a spegnere le luci, dopo 58 anni dal taglio del nastro. Dei 55 dipendenti che lavoravano nel capoluogo ligure, 41 sono stati lasciati a casa, mentre 14 sono stati trasferiti tra Milano e Cagliari. Sebbene siano stati “salvati”, non è stato certo in modo indenne.

Era avvenuto il 15 dicembre 2017 l’annuncio della chiusura, dato dallo stesso amministratore delegato dell’azienda, Pierluigi Cocchini, arrivato a Genova appositamente. Poco più di un anno, che ha visto semplicemente concretizzarsi quella che prima erano semplici parole. La scelta è stata presa dalla thailandese Crc, il gruppo che nel 2011 ha acquisito Rinascente: “Questo è un negozio che perde troppi soldi da troppo tempo e non possiamo permetterci di tenerlo aperto” aveva detto l’amministratore delegato a istituzioni e sindacati.

“È stato un percorso difficile e doloroso e ci saremmo risparmiati volentieri le false illusioni di piani B e di competitor che arrivavano in sostituzione” ha spiegato Silvia Avanzino, segretaria della Fisascat Cisl. Si era parlato infatti nel corso delle ultime settimane di possibilità di acquisizioni da parte di investitori stranieri, dell’interessamento da parte del gruppo che gestisce i grandi magazzini Harrod’s a Londra, fino ad una ipotetica cordata di imprenditori cinesi decisi a salvare il negozio. Indiscrezioni, che si sono poi dimostrate prive di fondamento. È arrivato così anche l’ultimo, simbolico presidio degli ex dipendenti e dei sindacati, ma le vetrine sono ormai spente. La Rinascente ligure non c’è più.

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