Crisi economica, ecco i lavori più sicuri per evitarla: boom di estetiste e take away

In crisi l'edilizia, crescono i lavori legati alla cura della persona. Ma anche giardinieri e tassisti privati

Tra il 2009 e il 2015 si è verificata un’emorragia di muratori, carpentieri, idraulici, falegnami, imbianchini, serramentisti. Mentre sono aumentate le imprese di pulizia, i manutentori di paesaggi e tutte le figure dedicate alla cura della persona come estetiste e parrucchieri.

Sono i dati riportati da Unioncamere e Infocamere che, basandosi sull’iscrizione al registro delle imprese, hanno testimoniato il cambiamento radicale del mercato del lavoro in Italia dopo la crisi iniziata nel 2008.

La crisi dell’edilizia- L’artigianato italiano ha registrato tra il 2009 e il 2015 un calo di 117mila unità(-8 per cento), un saldo che racconta una vera rivoluzione nelle scelte lavorative degli italiani: se è cambiato il mondo dell’edilizia e dell’artigianato è merito anche della forte influenza di imprese straniere (circa 350mila) presenti nella nostra penisola, che rappresentano circa il 10% dell’imprese individuali collocate in Italia.
L’emorragia più grave si è registrata tra i muratori (35.800), a seguire carpentieri (-6100), idraulici (-3500), falegnami (-3450), imbianchini (-2600), serramentisti (-2000).

I lavori in crescita – Se il mondo del lavoro è cambiato a causa della crisi, gli italiani hanno inventato nuovi lavori, per combatterla. Nel 2016, sono aumentate le imprese di pulizia, giardinaggio e figure professionali, come estetiste e parrucchieri. Hanno registrato un vero e proprio boom i servizi di take away (+3240), cibo su ordinazione, un modo rapido di risolvere il problema «fame» ma anche un nuovo costume di vita.  Molto richiesto, inoltre, sopratutto nel mondo dei giovani, è la figura del fattorino, proprio per il bisogno che le persone sentono della comoda consegna a domicilio.
Crescono anche gli NCC (noleggio con conducente) in perenne e ferrea lotta con i tassisti. Il loro successo è dovuto alle tariffe concorrenziali, ma anche al servizio su misura che offrono al cliente.

Secondo il presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello “i dati dimostrano che gli artigiani hanno messo in campo nuovi modelli di sviluppo per reagire alla crisi, ma è necessario preservare quelle tradizioni e quelle competenze che sono l’espressione più elevata del nostro saper fare e che rendono i nostri prodotti unici e riconoscibili nel mondo”.

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