Crescono gli occupati ma il lavoro è sempre più a termine

(Teleborsa) 916 mila contratti in più tra il 2013 e il 2016. Si torna ai livelli pre-crisi, ma con il lavoro precario.

Il primo rapporto integrato sul mercato del lavoro, redatto in collaborazione tra ISTAT, INAIL, INPS, Ministero del lavoro e Anpal, mostra una ripresa che in Italia “accelera”, dove il peso dei contratti a termine è sempre più rilevante e i giovani restano ancora indietro rispetto agli over 55.

Il dato che più spicca nel rapporto annuale 2017 è l’aumento dei contratti di lavoro dipendenti: 916 mila in più nel triennio 2013-2016.

Diversa la situazione per gli autonomi, per i quali la crisi non sembra passata: 430 mila posti in meno.

Il rapporto integrato mostra dunque una situazione a luci e ombre nel nostro Paese.

Dal 2014 è cresciuta l’occupazione a termine, con un rallentamento nei due anni successivi e una nuova intensificazione quest’anno, quando ha toccato il massimo storico nel secondo trimestre 2017 con 2,7 milioni di unità.

Occupati under 35 in calo, va meglio per gli over 55

Il tasso di occupazione per i 15-34enni è diminuito di 10,4 punti rispetto al 2008 a fronte di un aumento di 16 punti per i 55-64enni e di 1,5 punti per i 65-69enni. Negli ultimi due anni, tuttavia, la condizione dei giovani mostra un miglioramento: dopo otto anni di calo, il tasso di occupazione dei 15-34enni torna a crescere nel 2015 e soprattutto nel 2016 (+0,1 e +0,7 punti) in particolare per la fascia di età 25-29 anni.

Forte aumento dei contratti a breve

I lavoratori coinvolti nei contratti a breve, sono poco meno di 4 milioni, in forte crescita dai 3 milioni rilevati nel 2012. Parallelamente sono aumentati i committenti di questo tipo di rapporti, che dal 2015 superano il milione. Il valore economico dei rapporti di lavoro brevi, misurato sulla base delle retribuzioni lorde, era dell’ordine dei 10 miliardi nel 2012, saliti a 12 nel 2016. Il 44% dei lavoratori che tra il 2012 e il 2015 era impegnato in lavori brevi, è transitato verso forme di lavoro più strutturate.

Male l’edilizia, crollano gli autonomi

Il rapporto mostra una ripresa dell’occupazione “significativa” per il lavoro dipendente e nel settore privato dell’economia, mentre continua il declino del lavoro indipendente e della pubblica amministrazione, che fra il 2008 e 2016 ha perso circa 220 mila unità di lavoro a causa del lungo blocco del turnover, che ha rappresentato un freno al recupero dell’occupazione. Gli andamenti congiunturali recenti segnalano come, dopo agricoltura e servizi, anche l’industria in senso stretto registri una ripresa occupazionale che si intensifica nei primi sei mesi del 2017; l’occupazione nelle costruzioni continua invece a ridursi ininterrottamente dal 2009, seppure si riscontri una inversione di tendenza nel terzo trimestre 2017.

Crescono gli occupati ma il lavoro è sempre più a termine