Credito d’imposta in agricoltura: pronti i moduli

È possibile fare domanda per ottenere il credito d’imposta nel settore agricolo

È possibile fare domanda per ottenere il credito d’imposta nel settore agricolo. Riguarda gli investimenti effettuati da imprese che si sono costituite in un contratto di rete e operano nel settore agricolo e agroalimentare.
Una nuova opportunità che si affianca ai molti finanziamenti regionali al settore.

La modulistica da scaricare è disponibile sul sito del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.

Possono presentare la domanda tutte le imprese che hanno sostenuto spese per investimenti nel 2015 e si sino costituite o si costituiranno in un contratto di rete (DI 5/2009) entro il termine per l’invio della domanda.
Il beneficio può essere richiesto dal 20 febbraio al 29 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono stati realizzati gli investimenti. Quindi per gli investimenti riguardanti il 2015 si deve fare richiesta tra il 20 e il 29 febbraio 2016.

L’agevolazione è riservata a imprese agricole, della pesca e dell’allevamento ittico, oltre a piccole e medie industrie che operano nell’agroalimentare.

Il credito di imposta concesso riguarda il 40% delle spese sostenute tra il 2014 e il 2016 per investimenti effettuati ai seguenti scopi:

  • sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi,
  • sviluppo di nuove tecnologie
  • cooperazione di filiera

Il credito concesso ammonta al massimo a 400mila euro annui.

L’impresa capofila dovrà presentare la domanda e le partecipanti dovranno sottoscriverla.
Alla domanda va anche allegata copia del contratto di rete in essere. Inoltre gli altri documenti richiesti devono essere redatti su modelli conformi a quelli emessi dal ministero delle Politiche agricole e resi disponibili sul sito web.
La firma del legale rappresentante dell’impresa capofila va apposta in forma digitale.

Per il pagamento delle forniture è importante che si sia utilizzato lo strumento del bonifico bancario e che nella causale di pagamento sia stata indicata la dicitura: “spesa di euro … dichiarata ai fini della concessione del credito d’imposta previsto a valere sul Dm 13 gennaio 2015, n. 273”. In virtù del fatto che la circolare con le indicazioni della procedura è stata resa pubblica solo nell’ottobre dello scorso anno, tutte le spese effettuate prima di quella data vengono considerate valide anche se effettuate con modalità differenti.

Tra le spese che possono concorrere al credito non si contano solo i costi diretti per:

  • acquisto, la costruzione o il miglioramento di beni immobili
  • acquisto di beni strumentali mobili, quali attrezzature e strumentazioni necessari per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie
  • cooperazione di filiera

ma anche tutte quelle spese che vanno contate come costi indiretti; quindi:

  • spese professionali relative alla costituzione della rete
  • le spese per software e hardware funzionali al progetto di rete
  • costi di ricerca e sviluppo
  • spese per l’acquisizione di beni immateriali (marchi, brevetti, licenze, diritti)
  • costi per la formazione, per la promozione e per la comunicazione della rete di imprese

Le spese sostenute sono da considerarsi agevolabili al netto dell’IVA. O al lordo, qualora l’impresa agricola adotti il regime speciale IVA nella cui ipotesi l’imposta non è detraibile.

Fonte: Ecoseven.net

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