Così cambia il collocamento: addio alla Naspi se si rifiutano offerte di lavoro

Le novità dall'Inps con la creazione dell'agenzia Anpal che gestirà il collocamento dei disoccupati

L‘Inps taglierà l’indennità di disoccupazione, la cosidetta Naspi, per coloro che non accetteranno il nuovo impiego che verrà prospettato. E’ la novità che emerge dal nuovo collocamento che prenderà il via con la nascita dell’Anpal, la nuova agenzia del lavoro prevista dal Jobs act, creata apposta per modificare le abitudini di chi è in cerca o ha perso un lavoro.

Si punterà su un modello simile a quello anglosassone, secondo il quale i disoccupati verranno formati mediante dei corsi ideati ad hoc per rendere più appetibile il curriculum e poi instradati verso la ricerca di un nuovo impiego. Coloro che declineranno le proposte, si vedranno decurtato in modo drastico l’assegno di disoccupazione, la Naspi appunto.

OBIETTIVI DELL’ANPAL – La nuova agenzia per il lavoro prevista dal Jobs Act (Anpal) sarà operativa a giugno. Tra gli obiettivi: maggior impegno sulle politiche attive del lavoro e tolleranza zero nei confronti di chi rifiuta un posto di lavoro ma percepisce l’indennità di disoccupazione.

COME OPERERA’ – L’Anpal potrà controllare in tempo reale se la persona che non si presenta al corso di formazione (o non accetta un lavoro) prende la Naspi. Il diniego del disoccupato sarà girato all’Inps che sarà legittimata a trattenere in cassa una parte del sussidio.
L’Anpal gestirà il personale Isfol e di Italia Lavoro – non i centri per l’impiego che rimarranno assegnati alle Regioni fino al voto sul referendum costituzionale. Il presidente Maurizio Del Conte ha poi affermato che l’Anpal di preoccuperà di verificare “che i servizi che vengono resi ai disoccupati rispettino gli standard. Abbiamo il potere di monitoraggio e valutazione. La nostra missione più importante comunque è quella sull’assegno di ricollocazione, una vera e propria presa in carico del disoccupato. Il nostro obiettivo è fare sì che le persone si rivolgano ai centri per l’impiego perché sono utili. Deve esserci un sistema che accolga il disoccupato e lo accompagni. Una delle prime cose da fare è mettere in funzione un sistema informativo per far incontrare domanda e offerta”.

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