Coronavirus, via libera ad assunzioni straordinarie di medici e infermieri

Il governo ha ufficialmente autorizzato le Regioni a richiamare in servizio medici e infermieri in pensione

Per far fronte alle esigenze “straordinarie e urgenti” derivanti dalla diffusione del coronavirus, il governo ha ufficialmente autorizzato le Regioni a richiamare in servizio medici e infermieri in pensione.

I medici e gli infermieri in pensione potranno ricevere incarichi “con durata non superiore ai sei mesi, e comunque entro il termine dello stato di emergenza”. Le Regioni e province potranno reclutarli nel rispetto dei vincoli di spesa già previsti, “verificata l’impossibilità di utilizzare personale già in servizio e di assumere personale, anche facendo ricorso agli idonei in graduatorie in vigore”. 

La misura è prevista nel decreto legge n. 9 del 2 marzo 2019 all’articolo 23 (Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19) che ha consentito a Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, le tre regioni più interessate dalla diffusione del virus, l’assunzione di personale sanitario con modalità straordinarie:

“verificata l’impossibilità di utilizzare personale già in servizio e di assumere personale, anche facendo ricorso agli idonei in graduatorie in vigore, possono conferire incarichi di lavoro autonomo anche a personale medico e a personale infermieristico, collocato in quiescenza, con durata non superiore ai sei mesi, e comunque entro il termine dello stato di emergenza”.

Come prevede il testo, cui ha fatto seguito l’aggiornamento del 4 marzo, il piano è previsto per almeno 6 mesi e comunque fino alla fine dell’emergenza.

Mercoledì, poi, il ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi ha firmato l’ordinanza che fissa la nuova data per la seconda sessione dell’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di Medico chirurgo, che era stata rinviata: si svolgerà il 7 aprile.

Il viceministro della Sanità Pierpaolo Sileri in un’intervista a Il Sole 24 Ore ha poi sottolineato la necessità di abilitare al più presto i neolaureati in medicina e inserire in corsia gli specializzandi del terzo anno, mentre per gli infermieri si dovrà attingere attingere a tutte le graduatorie e anticipare i concorsi.

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