Coronavirus, concorsi pubblici sospesi per due mesi

Tra le misure d'urgenza del decreto Cura Italia anche lo stop temporaneo alle procedure concorsuali nelle pubbliche amministrazioni

Tutti i concorsi pubblici sono sospesi per due mesi a decorrere dall’entrata in vigore del decreto Cura Italia (17 marzo 2020).

A chiarirlo è una norma dello stesso decreto: “Lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, sono sospese per sessanta giorni a decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto.”

Niente procedure concorsuali fino a metà maggio, quindi, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati viene effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica.

Restano valide le procedure per le quali risulti già ultimata la valutazione dei candidati e la possibilità di svolgimento dei procedimenti per il conferimento di incarichi, anche dirigenziali, che si instaurano e si svolgono in via telematica, ivi incluse le procedure relative alle progressioni tra le aree riservate al personale di ruolo.

Il decreto inoltre prevede la possibilità per i consigli dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane e le giunte comunali di collegarsi con videoconferenza per effettuare riunioni di lavoro, nel rispetto di criteri di trasparenza e tracciabilità, garantendo comunque la certezza nell’identificazione dei partecipanti e la sicurezza delle comunicazioni. Le stesse modalità possono essere adottate dagli organi collegiali degli enti pubblici nazionali, dagli enti e dagli organismi del sistema camerale, dalle associazioni private anche non riconosciute e dalle fondazioni.

Dal sindacato della scuola fanno sapere che “questo rallentamento non fa bene alle nostre scuole, agli alunni e al personale. All’orizzonte si profila un boom di cattedre scoperte e, di conseguenza, di supplenti, che potrebbero raggiungere la quota record di 200mila unità”. La speranza è comunque “riuscire a effettuare prima dell’estate almeno il concorso straordinario da 24mila posti riservato ai precari con tre anni di servizio maturati tra l’anno scolastico 2008/2009 e il 2019/2020.

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