Coronavirus, accordo tra sindacati e Governo sulle attività essenziali

Viene rivisto l’elenco delle attività produttive considerate essenziali e indispensabili, sindacati e Governo hanno trovato un accordo

È stata raggiunta l’intesa tra governo e sindacati sull’integrazione all’elenco delle aziende essenziali che potranno derogare allo stop dell’attività produttiva previsto con il Dpcm del 22 marzo scorso per fronteggiare il coronavirus.

Ancora non c’è la lista ufficiale, riveduta e corretta al ribasso, delle attività produttive considerate “essenziali e indispensabili”, ma a quanto si è apprende le richieste fondamentali di Cgil-Cisl-Uil sono state accolte, e dunque sin dai prossimi giorni in molte fabbriche non si produrrà più.

L’elenco Ateco è stato modificato

Le parti sociali chiedevano di ridurre il numero dei comparti e dei lavoratori impegnati a garantire la produzione solo dei beni effettivamente essenziali durante questa fase di emergenza coronavirus. “È stato fatto un grande lavoro comune, ottenendo un ottimo risultato nella direzione di tutelare la salute di tutti i lavoratori e di tutti i cittadini. Abbiamo rivisitato l’elenco delle attività produttive indispensabili, in modo da garantire la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici. È stato tolto dall’elenco tutto ciò che non era essenziale, visto il momento difficile che stiamo vivendo”, scrivono in una nota unitaria Cgil, Cisl e Uil.

‘Molte delle nostre richieste sono state accolte: l’elenco Ateco è stato modificato; attendiamo ora il testo scritto del relativo decreto ministeriale”. È quanto ha dichiarato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, al termine delle riunioni.

Nasce il Protocollo di sicurezza

Nasce il Protocollo di sicurezza siglato con il ministero della Salute per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità.
“Il Protocollo interviene per garantire a tutto il personale che opera nei servizi sanitari gli standard di protezione in maniera rigorosa“, evidenziano Cgil, Cisl, Uil e le categorie.

Il documento, riferiscono le tre Confederazioni nella nota congiunta, “prevede particolare attenzione alla necessità di fornire agli operatori gli adeguati dispositivi di protezione individuale e, soprattutto, pone la necessità di assicurare a tutto il personale esposto l’effettuazione dei fondamentali test diagnostici, prevedendo anche la loro ripetizione nel tempo, secondo criteri stabiliti dal Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza Covid-19″.

L’accordo interviene anche in ordine alle misure di sanificazione degli ambienti di lavoro e insiste sulla necessità di adeguare le dotazioni organiche del sistema sanitario attraverso misure straordinarie di assunzione e di stabilizzazione dell’attuale personale precario.

Cos’è il Comitato Nazionale

“Oltre a declinare e integrare le più opportune e rigorose precauzioni di profilassi per tutti i medici, i professionisti sanitari e tutti gli operatori della sanità, inclusi i servizi della medicina ambulatoriale e del territorio, il Protocollo prevede l’istituzione di un Comitato Nazionale che si avvarrà della partecipazione delle organizzazioni sindacali per il continuo monitoraggio delle varie situazioni, il coinvolgimento anche territoriale dei rappresentanti aziendali dei lavoratori e della sicurezza e, soprattutto, per importanti misure finalizzate a garantire la salute dei lavoratori del settore e degli stessi cittadini del Paese”.

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