Contratto a progetto, i nuovi requisiti. Se non ci sono scatta il tempo indeterminato

Lieve aumento dell'aliquota Inps per la forma di lavoro parasubordinato più diffusa. I nuovi requisiti previsti dalla riforma Fornero lo rendono più rigido

Istruzioni agli 007 del lavoro. Una recente circolare Inail (la n. 13/2013) detta i criteri di controllo per gli ispettori in azienda. Lo scopo è scovare i contratti di lavoro dipendente camuffati da contratti a progetto. La riforma del lavoro Fornero ha fissato, infatti, regole più rigide contro l’abuso di questa forma di collaborazione.

Il contratto di collaborazione a progetto (Cocopro) è uno dei contratti "atipici" più diffusi e sostituisce il precedente rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (Cococo) che trova ancora applicazione in casi residuali (es. per gli agenti di commercio, in alcuni casi per le professioni intellettuali, per i pensionati). A differenza del Cococo, il Cocopro deve avere ad oggetto uno o più progetti specifici (o fasi di lavoro) determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore.

Pertanto, se l’ispettore verifica che mancano i requisiti prescritti dalla legge e cioè che:
l’individuazione del progetto sul contratto rappresenta una pura "clausola di stile" per nascondere il reale rapporto di lavoro (cosiddetta "presunzione assoluta"), oppure
il collaboratore svolge la sua attività con modalità analoghe a quelle dei dipendenti della stessa impresa ("presunzione relativa"),
procede alla riqualificazione del rapporto di lavoro trasformando il contratto a progetto in un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

I REQUISITI

Il contratto a progetto deve essere stipulato in forma scritta e deve contenere i seguenti elementi (pena la conversione in lavoro subordinato):
l’indicazione del progetto o fase di lavoro. La riforma Fornero ha stabilito una definizione ristretta di "progetto": non basta indicare genericamente l’attività (es. inserimento dati o contatti telefonici a scopo commerciale) ma va precisata l’organizzazione della stessa e il risultato finale che si intende conseguire;
la durata, che può essere determinata (una data specifica) o determinabile (al raggiungimento del risultato). Non può prevedere un periodo di prova.
il corrispettivo erogato e i tempi e modi di pagamento. La riforma Fornero ha stabilito inoltre che la retribuzione deve avere un minimo stabilito sulla basa delle retribuzioni base fissate dai contratti collettivi nazionali per i lavoratori dipendenti con mansioni equiparabili;
le forme di coordinamento del lavoratore con il committente.

Se manca uno di questi elementi il contratto si considera, appunto, di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Il contratto a progetto non può essere stipulato:
con un professionista iscritto a un albo se la prestazione è di natura intellettuale;
se si tratta di prestazione occasionale per non più di 30 giorni e con retribuzione inferiore a 5mila euro;

LE GARANZIE

I contratti a progetto si risolvono alla conclusione del progetto stesso. Il collaboratore può essere "licenziato" prima per giusta causa o per oggettivi motivi di inidoneità professionale che rendono impossibile la realizzazione del progetto.

La malattia comporta la sospensione senza compenso del contratto ma non la sua risoluzione, a meno che la sospensione si protragga per più di 1/6 della durata stabilita (o per un periodo superiore a 30 giorni se la durata non è predefinita). Salvo diverso accordo contrattuale, la sospensione non proroga la scadenza del contratto.

La sospensione per maternità invece proroga il contratto per 180 giorni, ma le parti possono prevedere un periodo maggiore. (A.D.M)
 

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