Sui conti dell’Inps il peso della crisi economica

Calano le entrate contributive, cresce il ricorso alla cassa integrazione. Buone notizie dalla lotta all’evasione

La crisi economica presenta i conto all’Inps. Il Comitato di indirizzo e vigilanza ha approvato il cosiddetto assestamento di bilancio 2010. In pratica si tratta delle nuove stime sull’evoluzione dei conti dell’istituto previdenziale.
Il risultato dice che le stime di avanzo sono state riviste al ribasso: dai 4,145 miliardi di euro calcolati dal precedente documento di previsione a soli 706 milioni di euro. Un ribasso causato dall’andamento dell’occupazione. Il Dpef stimava una contrazione dell’occupazione dello 0,2% mentre la Relazione unificata di finanza pubblica ha rivisto al rialzo il dato fino allo 0,4%.

Dunque il passaggio è chiaro. Meno occupati significa meno contributi e maggiori spese per la cassa integrazione e altri strumenti di sostegno. Secondo le previsioni dell’Inps, le entrate contributive complessive a fine anno saranno di 284,2 miliardi, la metà – 146 miliardi – arriveranno dai contributi, una voce prevista in contrazione di 2,3 miliardi rispetto alle precedenti previsioni.

Anche le uscite sono tutte previste in aumento. Quelle correnti passeranno da 231 a 237 miliardi, le prestazioni pensionistiche saliranno a 190,4 miliardi (+ 1,5 miliardi), le temporanee balzeranno a 26,6 miliardi (+2,23 miliardi).
La buona notizia arriva dalla lotta all’evasione contributiva. Nei primi nove mesi dell’anno i contributi previdenziali obbligatori sono saliti a 95 miliardi, con un aumento del 1,2% rispetto allo scorso anno. Inoltre tra gennaio e settembre gli incassi derivanti dal recupero dei crediti Inps sono arrivati a 3,7 miliardi, +10% rispetto al 2009.

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