Conte incoraggia lo smart working: come aumentare la produttività grazie al lavoro da remoto

Italia in quarantena, l'annuncio di Conte: chi può ricorra allo smart working

Con l’Italia diventata “zona protetta”, l’emergenza Coronavirus ha visto molti datori di lavoro rivalutare l’importanza dello smart working. Lo stesso Premier Conte, dopo aver comunicato l’inasprimento delle misure contenitive per l’Italia, ha incoraggiato ieri sera le imprese ad adottare forme di lavoro da remoto per evitare di fermare l’attività. A chi si ritrova per la prima volta a gestire questo nuovo tipo di organizzazione, allora, potrebbero tornare utili i consigli per aumentare la produttività e a ottimizzare i risultati di chi, oggi, lavora da casa.

Imparare a gestire comunicazione e tempi con precisione

Uno dei primi ostacoli che deve superare chi lavora – per la prima volta – da casa è sicuramente quello della “lontananza“. Non trovarsi, fisicamente, nello stesso posto in cui si trovano i propri colleghi e imparare a gestire soli il proprio tempo, difatti, può destabilizzare un po’.

Per questo motivo è importante riuscire ad organizzare fin da subito modi e tempi di comunicazione tra i vari collaboratori. Software di messaggistica istantanea (come Skype), conference – call per iniziare la giornata o per fare il punto della situazione, mail per l’invio di materiale o indicazioni e guide sono un’ottimo modo per non perdere di vista gli obiettivi.

Organizzare la giornata lavorativa

Lo smart working è spesso stato associato alla figura dei freelancer, che in qualche modo hanno la possibilità e la libertà di gestire autonomamente il loro orario di lavoro. Nessuno, per esempio, vieta ad un libero professionista di lavorare al suo progetto di notte, l’importante è che consegni tutto al cliente alla scadenza e secondo le modalità previste.

Nel caso in cui un’azienda, lavoratore o singolo datore di lavoro sia “costretto” a ricorrere al lavoro da remoto (perché casi straordinari come l’attuale emergenza sanitaria lo richiedono), il nodo da sciogliere diventa un’altro, ovvero: l’organizzazione dei compiti adattando le “mansioni da ufficio” ad attività che possono essere gestite direttamente da casa. Da qui, quindi, la necessità di definire gli orari in cui i dipendenti/collaboratori devono essere disponibili e segnare l’inizio e la fine della giornata lavorativa per tutti.

Non sacrificare mai i rapporti interpersonali

Lo smart working può davvero demoralizzare i lavoratori, specie quelli che non hanno mai lavorato da casa. Chi è abituato a lasciare il proprio appartamento tutte le mattine, recarsi in ufficio e scambiare quattro chiacchiere con i colleghi (personalmente) potrebbe non reagire bene al lavoro da remoto. E questo malumore, soprattutto in un periodo di quarantena forzata, finisce con l’avere inevitabilmente degli effetti negativi anche sulla produttività.

Per questo motivo, durante i contatti con i collaboratori, seppur telematici, si deve dare il giusto spazio anche a piccoli momenti di svago. Chiedere come vanno le cose a casa, come si sta affrontando questo particolare momento, lasciarsi scappare una battuta tra una richiesta e l’altra può davvero fare la differenza, impedendo a chi lavora di sentirsi come un robot che – in solitaria – deve solo pensare a produrre.

Queste osservazioni, e l’invito ad essere più informali, non riguardano ovviamente le comunicazioni ufficiali o lo scambio di informazioni con clienti, Istituzioni o Enti che comunque hanno un ruolo diverso/superiore rispetto ai dipendenti o a qualsiasi altro collaboratore.

Gli strumenti adatti

Per rendere lo smart working efficiente, oltre che possibile, è necessario fornire ai lavoratori gli strumenti più adatti a svolgere comodamente il lavoro da casa. Le basi, quindi, sono: una buona connessione WI-FI e un pc dotato di tutti i programmi. Il datore di lavoro, a tal proposito, deve assicurarsi che il suo collaboratore abbia tutto l’indispensabile per proseguire a casa quello che aveva iniziato in ufficio.

Ai professionisti, in fine, è consigliato organizzare gli spazi anche all’interno del proprio appartamento, destinando un preciso angolo della casa o stanza al lavoro. Serve per mantenere l’ordine e a non procrastinare (evitando così di ritrovarsi magari a pranzare/cenare con il pc aperto sul tavolo).

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Conte incoraggia lo smart working: come aumentare la produttività gra...