Conte annuncia “sforzo straordinario” per la CIG

Cassa integrazione estesa in deroga all'intero territorio nazionale e a tutti i settori produttivi

Cassa integrazione estesa in deroga all’intero territorio nazionale e a tutti i settori produttivi. Quello annunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte è “uno sforzo straordinario” che, in piena emergenza coronavirus, arriva in sostegno dei lavoratori.

“Da lunedì 30 marzo – ha spiegato Conte – i datori di lavoro possono fare domanda e il bonifico arriverà direttamente sull’iban del lavoratore. Ho chiesto al ministero del Lavoro e all’Inps di mettere in campo uno sforzo straordinario affinché i pagamenti siano attivati entro il 15 aprile e, se possibile, anche prima: voglio che siano dimezzati rispetto alla scadenza fissata”. L’obiettivo indicato dal Premier a tutti gli uffici pubblici è, infatti, quello di superare “gli ordinari passaggi burocratici” abbreviando al massimo i tempi normali.

In questo scenario – ha affermato Conte – “il Decreto Cura Italia è stato solo un primo, pur importante, passo” che vede” oltre 11 miliardi di euro destinati agli ammortizzatori sociali, agli indennizzi e ai bonus in favore di autonomi e professionisti. Una prima risposta per 11 milioni di cittadini”.

Rassicurazioni arrivano anche dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico. Ieri, nel primo giorno di pagamento scaglionato delle pensioni agli sportelli postali per evitare gli assembramenti, Tridico ha chiarito che non esiste nessun rischio di blocco per il pagamento delle pensioni. Sono garantite dallo Stato e saranno pagate sempre. “Anche se il nostro sistema è a ripartizione – ha spiegato il presidente dell’Inps – c’è la garanzia dello Stato. Non c’è un problema di arresto”. Nel sistema a ripartizione i contributi pagati da datori di lavoro e lavoratori in un determinato anno servono a pagare le prestazioni dello stesso anno a coloro che sono già in pensione. Ma se è vero che, al momento, il pagamento dei contributi è sospeso a causa dell’emergenza coronavirus, se dovesse crearsi un problema di liquidità, l’Inps – ha sottolineato Tridico – farebbe fronte attraverso lo Stato. Spiegando che l’Inps è al lavoro per dare risposte a 11 milioni di persone, tra richieste di cassa integrazione, bonus agli autonomi e le altre misure previste dai decreti del Governo per fare fronte all’emergenza epidemiologica, il presidente dell’Istituto ha assicurato che i lavoratori per i quali è stata chiesta la cassa integrazione e gli autonomi per i quali sarà chiesto il bonus di 600 euro a fronte delle chiusure legate all’emergenza Coronavirus riceveranno il pagamento entro 30 giorni. “Siamo confidenti – ha precisato Tridico – che non ci saranno problemi di fondi che si esauriscono. Tutte le prestazioni sociali hanno un limite di spesa, ma saranno rifinanziate. Le domande si possono fare sempre”.

Ieri, intanto, l’Inps ha diffuso i dati sui contratti a gennaio che indicano una variazione netta positiva per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato anche se inferiore a quella di gennaio 2019 e i dati sulle pensioni liquidate nel 2019 con esclusione di quelle del settore pubblico. Nel 2019 sono stati liquidati 1,2 milioni di assegni, quasi la metà dei quali (il 48,5%) di tipo assistenziale. All’inizio del 2020 erano in vigore, sempre esclusi gli assegni della gestione pubblica, 17,89 milioni di pensioni, per la maggioranza (il 60,5%) con un importo inferiore ai 750 euro e per il 70% al di sotto dei 1.000 euro. Bisogna tenere conto, tuttavia, che questi sono i dati delle singole prestazioni e molti pensionati hanno più assegni (e a volte altri redditi non da pensione). La spesa per questi assegni è di 208,8 miliardi di euro di cui 187 sostenuti dalle gestioni previdenziali e 21,8 da quelle assistenziali. L’importo medio delle pensioni è di 11.559 euro l’anno.

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