Congedo di maternità: cos’è e quando spetta

Tempistiche e modalità per usufruire del congedo di maternità

Il congedo di maternità è il periodo durante il quale la lavoratrice è obbligata ad astenersi dal lavoro e il datore di lavoro ha l’obbligo di non adibirla a svolgere attività lavorativa

L’astensione è pari a 2 mesi che precedono la data presunta del parto e per 3 mesi successivi al parto. Per esercitarne il diritto, e beneficiare del relativo trattamento economico, la lavoratrice deve presentare in via telematica all’ INPS ed al datore di lavoro la domanda di maternità.

Fermo restando la predetta durata del congedo la lavoratrice può decidere di posticipare la decorrenza del periodo pre parto: la flessibilità che può quindi essere chiesta consente di astenersi dal lavoro un mese prima della data presunta del parto, lavorando quindi fino all’8° mese di gravidanza, e fino a 4 mesi dopo il parto. Per poter esercitare questa facoltà occorre che il medico del SSN ed il medico del lavoro competente attestino che la scelta di lavorare nell’8° mese non arrechi pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro. La lavoratrice deve presentare apposita domanda al datore di lavoro ed all’ INPS unitamente alla certificazione sanitaria.

Caso contrario è quando il congedo viene anticipato:

  • Per gravi complicazioni della gravidanza o persistenti forme morbose: la lavoratrice presenta specifica domanda all’ASL che ne deciderà l’accoglimento entro 7 giorni dal ricevimento della documentazione
  • Quando le condizioni di lavoro o ambientali arrecano pregiudizio alla salute della donna o del nascituro o quando la lavoratrice svolge un’attività faticosa o insalubre che possono arrecare rischi per la salute e non possa essere adibita a mansioni differenti: su iniziativa dalla lavoratrice o del datore di lavoro occorre presentare richiesta all’ITL competenze che si pronuncerà in merio entro 7 giorni dalla ricezione della documentazione.

Il congedo di maternità può essere prorogato fino a 7 mesi dopo il parto quando le condizioni di lavoro o ambientali possono arrecare pregiudizio alla salute della lavoratrice o quando la stessa è addetta a lavori pericolosi, faticosi o insalubri e non può essere adibita ad altre mansioni.

Al termine del congedo obbligatorio i genitori hanno la facoltà di richiedere un periodo di astensione facoltativa per ogni figlio fino ai 12 anni per i seguenti periodi:

  • Entrambe i genitori:
    • Fruizione da parte della madre, per un periodo di 6 mesi;
    • fruizione da parte del padre per un periodo di 7 mesi dalla nascita del figlio;
    • fruizione da parte di entrambe per un periodo di 11 mesi totali nel rispetto dei 6 e 7 mesi predetti;
  • un solo genitore (in caso di abbandono, grave infermità dell’altro genitore, abbandono del figlio, affidamento ad un solo genitore, mancato riconoscimento del figlio) per un periodo di 10 mesi
  • un solo genitore con successivo ingresso del secondo genitore (es: tardivo riconoscimento del figlio) per un periodo di 10 mesi (11 mesi se il padre si astiene dal lavoro per almeno 3 mesi).

A cura di Genta Rag.Silvia

Consulente del Lavoro

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro Pavia

 

Congedo di maternità: cos’è e quando spetta