Cosa sono i congedi parentali e come richiederli

Scopri a chi spettano i congedi parentali, come richiederli e quanto durano

Una volta entrati nel mondo del lavoro, avremo sicuramente sentito parlare molto spesso dei congedi parentali. Non tutti sanno però di cosa si tratta esattamente, e soprattutto come funzionano e quali sono i requisiti per richiederli imposti ai genitori lavoratori.

Questo tipo di congedo rappresenta un periodo di astensione facoltativa dal lavoro, che viene per l’appunto concesso per prendersi cura del bambino durante i suoi primi anni di vita, quando i suoi bisogni affettivi e reazionali vanno seguiti con maggiore attenzione. Scopriamo quindi in una pratica guida tutte le informazioni utili per chi ne ha diritto.

Congedo parentale facoltativo: cos’è e a chi spetta

I congedi parentali, nel diritto al lavoro italiano, sono gli eredi diretti dei precedenti istituti dell’astensione obbligatoria e dell’astensione facoltativa. E se è vero che in passato prevedevano disposizioni solo per il congedo di maternità femminile, con la delega contenuta nel Jobs Act in vigore dal 25 giugno 2015, il governatore è intervenuto per estendere tale diritto ad entrambi i genitori, con il congedo parentale del padre ad assumere una sua definizione precisa.

La madre e il padre possono così ripartirsi un periodo di dieci mesi di astensione dal lavoro, di cui godere nei primi dodici anni di vita del figlio. Il congedo parentale va dunque ad interessare lavoratori e lavoratrici dipendenti, ma non spetta a genitori disoccupati o sospesi, a genitori lavoratori domestici, e ancora a quelli che lavorano a domicilio.

Congedo parentale: come funziona

Per avere un quadro preciso del congedo parentale facoltativo, è bene capire come funziona, qual è la sua decorrenza – e la sua durata -, così come individuare alcuni casi particolari che si sono fatti urgenti nel mondo del lavoro a seguito della pandemia da nuovo Coronavirus.

Decorrenza e durata

Come già detto, il congedo parentale spetta ai genitori – sia naturali che adottivi o affidatari – che abbiano un rapporto di lavoro duraturo, nella misura di un periodo complessivo tra i due genitori non superiore a dieci mesi. E da spendere nei primi dodici anni di vita del bambino. Un periodo facoltativo, questo, che può essere fruito anche contemporaneamente dai due genitori, e che può salire a 11 mesi nel caso il padre lavoratore si astenga dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno tre mesi. Nel caso invece il rapporto lavorativo vada a cessare all’inizio o durante il periodo di congedo, lo stesso diritto viene meno dalla data di interruzione del lavoro.

Più nello specifico, seguendo le limitazioni indicate e le disposizioni sul sito ufficiale dell’INPS, il diritto di astenersi dal lavoro spetta:

  • alla madre lavoratrice dipendente per un periodo continuativo o frazionato di massimo sei mesi;
  • al padre lavoratore dipendente per un periodo continuativo o frazionato di massimo sei mesi, che possono diventare sette in caso di astensione dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno tre mesi;
  • al padre lavoratore dipendente, anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre (a partire dal giorno successivo al parto) e anche se la stessa non lavora;
  • al genitore solo (padre o madre) per un periodo continuativo o frazionato di massimo dieci mesi.

In caso di parto, adozione o affidamento plurimi, il diritto al congedo parentale spetta poi alle stesse condizioni per ogni bambino.

Quanto ci spetta

Per quanto riguarda le indennità, il congedo parentale retribuito al 100% spetta solo nei primi 30 giorni fruiti entro i 12 anni di vita. Riceveremo invece il 30% della retribuzione per gli ulteriori 5 mesi fruiti entro i 6 anni di vita del bambino, e per quei periodi utilizzati entro il sesto anno di vita non superiori a sei mesi complessivi tra entrambi i genitori. Ancora, sempre il 30% della retribuzione tocca nei periodi fruiti tra il sesto e l’ottavo anno di vita, a patto che il reddito individuale del richiedente sia inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Infine, per i periodi fruiti tra gli 8 e i 12 anni di vita, non ci spetterà alcuna indennità.

Congedo parentale Covid

Il Covid ha cambiato radicalmente il nostro modo di vivere, con influenze evidenti anche nel mondo del lavoro e sulle nostre abitudini lavorative. Ci si è allora visti costretti ad introdurre in congedo parentale straordinario causa Covid-19, attivo da marzo 2020 – cioè da quando sono entrate in atto le restrizioni previste dal Governo e sono state chiuse le scuole di ogni grado. Questo può essere utilizzato da uno solo dei genitori o da entrambi, ma non negli stessi giorni e sempre nel limite complessivo di 15 giorni per nucleo familiare.

Come e quando fare domanda per i congedi parentali

La domanda per i congedi patrimoniali deve ovviamente essere inoltrata prima del periodo di congedo che andremo a richiedere. L’indennità viene anticipata direttamente dal datore di lavoro a tutti i lavoratori e le lavoratrici dipendenti, mentre si prevede il pagamento diretto dall’INPS per gli operai agricoli a tempo determinato, i lavoratori stagionali a termine e i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato. La domanda si può effettivamente presentare all’INPS attraverso il servizio dedicato sul sito o contattando il numero 803164 da rete fissa e lo 06164164 da rete mobile. In alternativa, si può procedere tramite enti di patronato e intermediari dell’Istituto.

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Cosa sono i congedi parentali e come richiederli