Concorso docenti abilitati, poche adesioni alla sanatoria Renzi

(Teleborsa) – Ufficialmente, sarebbero quasi 50 mila i partecipanti al concorso abilitati della secondaria, che rappresenta una sorta di sanatoria voluta dal Governo Renzi per andare incontro, solo in apparenza, ai precari “storici” della scuola pubblica attraverso una fase transitoria ai fini dell’immissione in ruolo.

Il numero dei partecipanti a questa prima tornata è ridondante solo in superficie, poiché ancora una volta, in seguito alle novità introdotte dalla Buona Scuola, i docenti hanno respinto l’elemosina del Governo: parteciperà solo uno su due degli aventi diritto tra Pas, Tfa e altri 10mila ricorrono per entrare, e altrettanti di ruolo, grazie al ricorso Anief, aspirano al passaggio tra un ruolo e l’altro. In questo modo falliscono i decreti delegati della Legge 107/2015.

Il Miur ha confermato anche che “seguiranno il bando per docenti iscritti nelle graduatorie di istituto non abilitati, ma con tre anni di servizio almeno alle spalle e quello per i neo-laureati”: per i primi, che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio, è previsto un concorso selettivo con due anni di Formazione iniziale e tirocinio, il cosiddetto Fit; per i secondi via libera al concorso, con gli idonei costretti a svolgere tre anni di Fit, con il primo biennio a stipendio bloccato a 400 euro al mese. Inoltre, sempre sull’organico non ci sono sviluppi sul sostegno agli alunni disabili: rimane in vita, infatti, la norma, introdotta con la Legge 128/2013 dall’ex Ministro Maria Chiara Carrozza, di bloccare un posto su tre in supplenza attraverso il mancato adeguamento nell’organico di diritto di oltre 40 mila posti vacanti relegati in organico di fatto.

Bisogna stabilizzare e risarcire i precari e attivare le prove suppletive al vecchio concorso, poiché solo così si possono evitare conflitti nei tribunali” – afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief  – . “In pratica, dopo l’esclusione di 20 mila laureati dal vecchio concorso, lo Stato ci riprova ma tante incognite stanno dando luogo al nuovo contenzioso. Anief – ricorda il sindacalista – ha raccolto diverse migliaia di ricorsi per via delle esclusioni incomprensibili dal concorso riservato ai docenti abilitati 2018. Il problema di fondo è che l’amministrazione non ha ancora compreso che il dipendente precario dopo tre anni di supplenze va stabilizzato”.

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