Concorso a cattedra, il Miur non risolve il mistero delle cattedre fantasma

(Teleborsa) – Fanno il concorso a cattedra, lo vincono, ma non vengono assunti, perché i posti non ci sono e nemmeno è stata ancora introdotta la disciplina d’insegnamento per la quale sono stati selezionati.

A un anno esatto dal varo dell’ultimo “concorsone” della scuola pubblica, bandito nel febbraio del 2016 con 63.712 posti complessivi da assegnare, rimane irrisolto il problema sollevato dall’Anief, con evidente danno per gli aspiranti docenti reputati idonei all’insegnamento.

A sostenerlo è anche il Tribunale Amministrativo del Lazio che, su ricorso patrocinato dal sindacato della scuola, ha chiesto al Ministero dell’Istruzione le dovute spiegazioni e la produzione di una relazione formale sugli organici regionali, i pensionamenti e i posti messi a bando. L’allarme lanciato dall’Anief era fondato: numeri alla mano dal sindacato, non potrà essere soddisfatta neanche dal turn over.

“L’amministrazione non ha scelta. Deve fornire ai giudici le spiegazioni che da mesi nega ai vincitori del concorso e diretti interessati alla procedura selettiva che doveva portarli all’immissione in ruolo entro il triennio”, ha commentato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Serve una dettagliata relazione sulla consistenza organica regionale per ogni singola classe di concorso bandita, chiarendo anche come pensa di poter assumere i vincitori in quegli insegnamenti che a oggi risultano addirittura in esubero”.

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