Concorsi scuola 2020, bandi per 70mila docenti

L'annuncio del ministro Azzolina: presto i bandi di concorso per 70mila docenti e nuovi corsi di abilitazione

Sono (quasi) pronti i bandi di concorso per 70mila insegnanti da inserire nel comparto scuola nel 2020. Ad annunciarlo è il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina dopo l’incontro con i sindacati.

In particolare, si lavora a un bando di 24.000 posti sul concorso straordinario per la secondaria di primo e secondo grado e 25.000 sull’ordinario. C’è poi anche il concorso ordinario su infanzia e primaria e si prevede un bando i per docenti di religione. In tutto si tratta di 70mila immissioni nel mondo della scuola.

Al lavoro per bandire 70mila posti per insegnanti

“Ho incontrato al Ministero i sindacati della scuola. Abbiamo parlato di concorsi, ma non solo” ha scritto il ministro sulla sua pagina Facebook. “Ho spiegato loro che il lavoro è ripartito e stiamo mettendo a punto tutti i dossier. Stiamo alacremente lavorando per bandire 24.000 posti sul concorso straordinario per la secondaria di primo e secondo grado e 25.000 sull’ordinario. C’è poi anche il concorso ordinario su infanzia e primaria. Qui il bando è pronto stiamo rivedendo la tabella dei titoli, per dare più valore al servizio. C’è da predisporre anche il concorso per i docenti di religione. Stiamo per bandire concorsi, insomma, per circa 70mila insegnanti. Non è cosa da poco. Anche a livello di gestione amministrativa”.

Nuove abilitazioni all’insegnamento

“Chiederò il massimo sforzo possibile – ha aggiunto poi Azzolina – a chi deve occuparsi della materia. Abbiamo bisogno di queste assunzioni. Servono a dare stabilità ai docenti, alla didattica. Servono alla scuola e ai ragazzi. Così come serve certezza sul futuro. Per questo – prosegue – lavoreremo subito per mettere ordine nel sistema di accesso e abilitazione all’insegnamento. Su questo sto già incontrando la maggioranza in modo da avere una proposta unitaria, con l’obiettivo di dare al Paese un modello di reclutamento stabile, di qualità, che tenga conto delle diverse platee dei soggetti interessati, fra chi ha già insegnato e chi vuole cominciare”.
Sulle abilitazioni saranno i tavoli tecnici a stabilire i titoli di accesso, soprattutto la soglia minima di servizio svolto.

Occorre ridurre gli adempimenti amministrativi

Azzolina ha poi detto di essere al lavoro “per sburocratizzare e ridurre gli adempimenti amministrativi che gravano sui docenti, sui dirigenti scolastici, sui direttori dei servizi generali e amministrativi, sul personale del Ministero”. Inoltre, ha paralto di una “innovazione didattica” che dovrà essere ridefinita, in modo “che metta a sistema le migliori pratiche già sperimentate sul campo dai docenti”. In chiusura, Azzolina ha chiesto l’aiuto dei “sindacati”, di “tutte le forze sociali”, del “personale della scuola, mettendo al centro le studentesse e gli studenti. La scuola è per loro. Ricordiamolo sempre”.

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