Lavoro: con il ritiro degli incentivi crollano le assunzioni

Secondo l'ultimo osservatorio INPS sul precariato, c'è un tracollo soprattutto dei contratti a tempo indeterminato, mentre cresce l'apprendistato

(Teleborsa) Se il 2015 è stato un anno boom per le assunzioni, potrebbe non esserlo altrettanto il 2016, anno in cui si è registrato un vero e proprio crollo dell’offerta di posti di lavoro, soprattutto di carattere stabile (contratti a tempo indeterminato).

Secondo l’ultimo Osservatorio INPS sul precariato, nei primi 5 mesi dell’anno le assunzioni sono risultate di poco superiori ai 2 milioni, con una riduzione di 263 mila posti (-11,2%) rispetto al corrispondente periodo del 2015. Il saldo fra assunzioni e cessazioni è risultato positivo per 436 mila posti, ma in franata rispetto allo stesso periodo dle 2015 (+538 mila).

Il ritiro degli incentivi ha fatto crollare i contratti stabili

La frenata delle assunzioni ha coinvolto essenzialmente i contratti a tempo indeterminato, che evidenziano un calo del 34% (–280 mila posti) rispetto allo scorso anno. “Il calo – spiega l’INPS – è da ricondurre al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni”. Analoghe considerazioni possono fatte per la trasformazione di preesistenti rapporti di lavoro a tempo indeterminato, che sono crollate del 37%. Va ricordato che la Legge di stabilità 2016 ha tagliato questi sgravi al 40% per soli 2 anni. .

Per i contratti a tempo determinato, si registrano nei primi 5 mesi circa 1,4 milioni di assunzioni, in linea con gli anni precedenti (+ 0,6% sul 2015, e +1,2% sul 2014). Le assunzioni con contratto di apprendistato sono state 90 mila, con un incremento del 10,4% sul 2015.

Le cessazioni complessivamente risultano diminuite dell’8,9%.

L’uso del voucher si conferma inflazionato

Il lavoro nero continua ad esser favorito dall’uso indiscriminato dei voucher, pur con i continui richiami dei sindacati e del ministro del lavoro, che hanno più volte messo in luce le distorsioni nel loro uso. L’attesa “stretta” sui voucher non è ancora stata attivata. Da gennaio a maggio 2016 sono stati venduti 56,7 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento del 43% rispetto al 2015. Nello stesso periodo del  2015, la crescita dell’utilizzo dei voucher, rispetto al 2014, era stata pari al 75,2%.

E le retribuzioni? 

Si registra per le assunzioni a tempo indeterminato un dato positivo: sono meno i lavoratori che percepiscono uno stipendio inferiore a 1.750 euro rispetto a quanto osservato per il corrispondente periodo 2015. Tale riduzione, pur se in misura meno significativa, riguarda anche i contratti a termine.

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