Commercio al dettaglio, previsioni confermate per il secondo semestre 2018: 600 aperture e 4mila nuovi assunti

L'Osservatorio Confimprese sul secondo semestre 2018 prevede una chiusura d'anno in linea con quanto annunciato lo scorso gennaio

(Teleborsa) Il timore era che l’incertezza dello stallo politico e la flessioni dei mercati finanziari delle ultime settimane potessero influire, ovviamente negativamente, sulla tenuta del settore retail. Sembrerebbe pericolo scampato. L’Osservatorio Confimprese sul secondo semestre 2018 conferma il punto di forza della lettura annunciata a inizio anno e prevede una chiusura d’anno in linea con le previsioni annunciate lo scorso gennaio – 1.100 aperture, 10mila posti di lavoro –. Le aperture di nuovi punti vendita del periodo luglio-dicembre si attestano a 590 con un impiego di 4.020 risorse totali.

E-COMMERCE ALLA PROVA DEL FUTURO – Nell’e-commerce, invece – si legge in una nota Confimprese – continua a restare estremamente limitato il peso dello shopping online. Nel mondo food i motivi sono ovvi, (non si acquista online), mentre stupisce il ritardo registrato nel mondo fashion: la percentuale degli acquisti effettuati online è dell’1 per cento. Una cifra al di sotto dei dati europei, che non rispecchia i dati degli acquisti online in Italia che a fine anno arriveranno a 27 miliardi di euro con un rialzo del 17%, ma riflette piuttosto lo stato di parziale arretratezza del settore franchising in questo campo.

LE PROSSIME SFIDE – Inoltre, tre sono le principali sfide dei retailer per i prossimi tre anni: l’integrazione dei canali per focalizzarsi sul concetto “centralità del cliente” con un progressivo sfruttamento del CRM e degli strumenti digitali a supporto (quasi 90%); rivisitare il proprio modello di business in chiave evolutiva riflettendolo concretamente nella strategia (69%) e ottimizzare le “performance operative” al fine di riequilibrare la marginalità(64%). Queste le maggiori evidenze presentate durante il terzo Retail Summit organizzato da Confimprese ed EY con il Gruppo Food per confrontarsi sulle sfide che attendono il commercio nei prossimi anni. Il franchising – spiega Mario Resca, presidente Confimprese – non è stato influenzato dalle recenti difficoltà politico-economiche sperimentate a livello generale e lo è stato meno rispetto all’economia nel suo complesso. I retailer continuano a spingere su nuove aperture che aumentano il livello occupazionale, sfruttando l’onda positiva del food che sempre più si declina nello street food anche da strada.

SCONGIURARE AUMENTO IVA – Le stime dell’Osservatorio prevedono una crescita del 2,5% del giro d’affari che dovrebbe raggiungere i 152 miliardi a perimetro costante. Il campanello d’allarme è piuttosto, per l’aumento dell’Iva che pesa sugli investimenti del comparto retail: comporterebbe un crollo dei consumi e un drastico calo dell’indice di fiducia degli italiani.

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