Come richiedere l’anticipo del Tfr

Come si richiede l’anticipo del Tfr e a cosa può essere destinato? I dettagli per la concessione del trattamento di fine rapporto anticipato

La Legge per Tutti

Non tutti sanno che è possibile richiedere un anticipo sul trattamento di fine rapporto lasciato in azienda, per far fronte a spese improvvise o emergenze personali.

Ecco i casi in cui è possibile fare richiesta.

Anticipo Tfr, quando si può richiedere

L’anticipo del Tfr può essere richiesto da tutti i lavoratori dipendenti, tuttavia la liquidazione è vincolata alla presenza di determinate condizioni personali. L’anticipo del Trattamento di fine rapporto può essere concesso difatti esclusivamente per le spese seguenti:

  • acquisto della prima casa per sé e per i figli, se si è in comunione dei beni la spesa può essere sostenuta anche dal coniuge;
  • spese sanitarie per interventi straordinari riconosciuti dalle strutture sanitarie pubbliche o private;
  • spese sostenute in caso di congedo facoltativo per maternità, dal momento che la lavoratrice percepisce un reddito ridotto al 30%;
  • ristrutturazione della prima casa, per sé o per i figli;
  • spese durante i congedi per la formazione extralavorativa o per la formazione continua.

Quanto si può chiedere in anticipo sulla quota di Tfr?

L’anticipo richiedibile sulla quota del Tfr lasciato in azienda è pari al 70%. La richiesta può essere effettuata solo una volta dopo almeno 8 anni di contributi versati da parte della medesima azienda. Naturalmente la liquidazione finale sarà inferiore dell’importo richiesto.
Il Tfr anticipato deve essere dato in unica soluzione ed è soggetto alla tassazione separata.

Leggi anche: Come calcolare correttamente il Tfr dal lordo accumulato

Quando l’azienda può rifiutare l’anticipo sul Tfr?

Nel caso in cui l’azienda si dovesse trovare in condizione di non poter soddisfare le richieste, sarebbe giustificata. Secondo quanto stabilito dalla legge infatti, le richieste devono essere soddisfatte entro i limiti del 10% di chi ne ha diritto e comunque per non oltre il 4% dei dipendenti totali dell’azienda.
Questo vuol dire che se un’azienda ha 100 dipendenti e di questi 50 hanno diritto al Tfr,l’azienda ha diritto di rifiutare l’anticipo al 5° dipendente che lo richiede, perché è obbligata a concederlo solo al 4% del totale dei dipendenti totali (dunque 4 su 100) nonostante il 10% degli aventi diritto siano di fatto 5 (ovvero il 10% di 50 dipendenti).
Inoltre, non è possibile richiedere l’anticipo del Tfr ad aziende dichiarate in stato di crisi.
Naturalmente resta la possibilità di accordarsi con il datore di lavoro per esigenze differenti.

Altri limiti alla richiesta di anticipo del TFR

Alcuni contratti nazionali introducono alcune precisazioni rispetto alle modalità di richiesta dell’anticipo. È il caso ad esempio del CCNL commercio, che prevede una richiesta da effettuare entro il 28 febbraio di ogni anno.
Altri contratti (quello del settore Commercio tra questi) prevedono alcune priorità come per esempio gli interventi chirurgici particolarmente complessi in Italia o all’estero. Il nostro consiglio, dunque, se avete intenzione di fare richiesta per l’anticipo del TFR è di controllare prima di tutto il contratto nazionale di riferimento.

Leggi anche:
Tfr addio, i nostri soldi ai fondi pensione
Liquidazione: ecco come calcolare il Tfr netto
Non solo tasse: tutti i rischi del Tfr in busta paga
Tfr, come funziona l’anticipo in busta paga. Da 40 a 82 euro in più

Come richiedere l’anticipo del Tfr