Come la “Nuova Scuola” darà più lavoro agli under 30

Nuovo Governo, nuove regole per i futuri docenti. Le parole d'ordine? Semplificazione e largo ai giovani

Una delle promesse fatte dal Governo Conte era quella di modificare alcuni aspetti della Buona Scuola di Renzi, per migliorarla e dare più lavoro ai giovani.

Ora che il Def è stato presentato, le promesse sembrano essere diventate concrete. Cancellata la chiamata diretta, il Governo conferma l’intenzione di eliminare il FIT, agevolando così il processo di assunzione. È proprio il DEF per il 2019 a stanziare le risorse necessarie a riformare il reclutamento dei docenti: a queste vanno aggiunti provvedimenti per il sostegno e per l’assunzione di nuovi direttori dei servizi generali e amministrativi.

Niente più FIT quindi per i futuri docenti della scuola secondaria: il tirocinio triennale che i vincitori del concorso avrebbero dovuto affrontare prima di diventare insegnanti di ruolo è stato infatti abolito. In sostituzione, il Ministro ha annunciato di voler introdurre assunzioni dirette dei vincitori del concorso, subito dopo il termine delle prove orali. In servizio, i neo docenti dovranno sostenere un anno di corso di formazione all’insegnamento e saranno tenuti a rimanere nella stessa scuola per almeno altri 4 anni. I vincitori del concorso potranno entrare in ruolo già a settembre 2019, in base al numero dei posti disponibili.

È già in arrivo quindi il primo concorso scuola, previsto per i primi mesi del 2019: aperto ai laureati in possesso di 24 CFU di discipline antropo-psico-pedagogiche e di metodologie e tecnologie didattiche, il concorso permetterà di arrivare a selezionare i nuovi insegnati in tempo per il nuovo anno scolastico 2019-2020. Non sono richiesti invece i 24 crediti formativi a chi è già abilitato.

Chi aspira a diventare docente potrà partecipare al massimo a quattro procedure per una sola classe di concorso.  Le prove scritte saranno due, mentre all’orale sarà richiesta una lingua straniera, con livello di competenza B2.  Verranno valorizzati chi tra i partecipanti è in possesso di dottorati di ricerca, abilitazione pregressa e il superamento di prove di precedenti concorsi.

Un discorso a parte viene fatto per il sostegno: il Governo ha infatti annunciato che saranno attivati percorsi specifici, in modo da far fronte alla carenza di organico che affligge il settore da anni. Anche nel caso dei concorsi per il sostegno sono previste novità: la principale riguarda il numero delle prove scritte, che da tre passano a una, mentre rimane l’esame orale.

L’obiettivo del Governo è chiaro: far entrare più under 30 nel mondo della scuola, in un Paese come l’Italia ai primi posti nell’Ue per età media, ed elevata, dei professori: 51,2 anni. La “Nuova Scuola” punta sui giovani: vedremo i risultati.

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