Come funziona Spotlights, l’app di Linkedin per trovare lavoro

Linkedin lancia la nuova app Spotlights per migliorare e facilitare le ricerche nel mondo del lavoro online

Linkedin, uno dei principali canali online per trovare lavoro – che accoglie 227 milioni di utenti attivi -, ha aggiornato il servizio Recruiter tramite la nuova funzionalità Spotlights.

Che funzione ha la nuova app? Il termine Spotlights vuol dire “fascio luminoso”, ed è uno strumento che nasce con il preciso intento di migliorare il filtro di ricerche per capire quale sia il miglior candidato in base ad una precisa tipologia di lavoro.

L’intelligenza artificiale collabora così con gli Human Resources per restringere, accorciare i tempi e facilitare le modalità di ricerca, trovando così il profilo del candidato potenzialmente più adatto.

Linkedin è uno dei social network più grandi al mondo, con un potenziale ancora incompreso dalla vecchia generazione, ma ciononostante ad oggi abbraccia un bacino di utenza tale da richiedere un filtro di selezione, senza il quale l’incontro tra recruiter e candidato sarebbe molto più lento e difficoltoso.

Più in particolare, Spotlights all’interno del suo database facilita il servizio suddividendo i candidati in tre gruppi.

1. Il primo gruppo prende il nome di Open Candidates. Qui, tutti i candidati sono “aperti a nuove opportunità”, ossia hanno condiviso i loro interessi di carriera. Stando alle statistiche di Linkedin, gli utenti che hanno attivato l’opzione Open Candidates sul loro profilo hanno fino al doppio di probabilità di ricevere nuove offerte di lavoro online.

2. Poi abbiamo il gruppo Past Applicants che identifica i talenti che hanno avviato, ma potrebbero non avere completato, una domanda di lavoro. Si tratta di professionisti che sono spesso ancora interessati a quella posizione e hanno, sempre secondo le statistiche, fino a quattro volte più probabilità di rispondere a un messaggio InMail.

3. Ultimo, ma non in ordine di importanza, è il Talent brand, ossia il gruppo che ha maggiore maggiore probabilità di risposta/interazione. In questo caso si prendono in considerazione le interazioni del candidato su LinkedIn tramite le career page, i post o gli aggiornamenti delle aziende e si filtrano quelli con la maggiore probabilità di rispondere ai messaggi InMail.

Tale procedimento accorcia notevolmente i tempi: quando i responsabili della selezione del personale (HR) utilizzano i gruppi Spotlights insieme alle altre opzioni di ricerca, ottengono il 64% in più di risposte InMail.

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