Code all’Anagrafe per cambio residenza: i furbetti del reddito di Cittadinanza?

Nei giorni scorsi il Comune di Bari aveva paventato il rischio di intasamento dovuto ai cambi di residenza come escamotage per ottenere il Reddito di Cittadinanza

Tutti in coda all’Ufficio Anagrafe per il cambio di residenza, col dubbio che si tratti del più classico dei trucchetti per entrare a far parte degli aventi diritto al Reddito di Cittadinanza. Succede negli uffici della ripartizione Servizi demografici del Comune di Bari. A denunciare il caos e il sovraffollamento è il consigliere comunale Filippo Melchiorre (Fratelli d’Italia) che si è recato negli uffici per un sopralluogo. Già nei giorni scorsi il Comune di Bari aveva paventato il rischio di intasamento dovuto ai cambi di residenza come escamotage per ottenere il Reddito di Cittadinanza.

I furbetti del Reddito
Del resto l’allarme sui possibili ‘furbetti del Reddito di Cittadinanza’ era già ben presente agli uomini della Guardia di Finanza. E ci sono del resto diversi modi in cui i paletti potrebbero essere aggirati. Ad esempio, per quanto riguarda i requisiti ci potrebbero essere coppie che decidono appositamente di separarsi e dividere le residenze così da abbassare l’ISEE ed avere diritto al Reddito di Cittadinanza. A tal proposito spetterà alla Polizia Locale verificare che separazione e cambio di residenza non siano solamente fittizi. Lo stesso vale nel caso in cui a cambiare residenza siano i figli, uscendo così dal nucleo familiare dei genitori qualora abbiano un reddito tale da permettere loro di mantenersi.

C’è poi il tema del lavoro nero: chi è assunto senza regolare contratto, infatti, potrebbe nascondere il suo impiego così da percepire nel frattempo anche il reddito di cittadinanza. Niente di più sconsigliato: per chi mente sui requisiti ai fini del riconoscimento del reddito di cittadinanza è prevista la reclusione da 2 a 6 anni. Un altro aspetto che potrebbe essere “aggirato” è quello per cui ogni mese il nucleo familiare ha l’obbligo di spendere quanto riconosciuto, pena la perdita della somma residua. Ebbene, per evitare che ciò accada la famiglia potrebbe decidere di acquistare determinati prodotti da rivendere nel mercato dell’usato. Lavatrici, televisori, ma anche forme di formaggio: tutti prodotti facilmente rivendibili.

In ogni caso il navigator avrà un ruolo di primo piano nel monitorare il modo in cui le famiglia utilizza il reddito di cittadinanza: qualsiasi comportamento sospetto, infatti, dovrà essere segnalato immediatamente alla Guardia di Finanza che avrà il dovere di indagare per verificare che tutto proceda regolarmente. In caso contrario si rischia di perdere il diritto al RdC (con una nuova richiesta che potrà essere presentata non prima di 10 anni) e anche di restituire le somme indebitamente percepite, nonché – nei casi più gravi – di risponderne davanti al giudice.

In collaborazione con Adnkronos

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