Cocopro e i suoi fratelli, i più flessibili

Il contratto a progetto è la forma di lavoro para-subordinato più diffusa. Ma se mancano tutti i requisiti si trasforma in lavoro a tempo indeterminato

IL CONTRATTO A PROGETTO
E’ uno dei contratti “atipici” più diffusi che sostituisce il precedente rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (che trova ancora possibilità di applicazione solo al personale delle pubbliche amministrazioni). Deve avere ad oggetto uno o più progetti specifici o fasi di lavoro determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore.

Il contratto di lavoro a progetto deve contenere, tra gli altri, i seguenti elementi:

– l’indicazione del progetto o fase di lavoro;

– la durata, che può essere determinata (una data specifica) o determinabile (al verificarsi di un evento particolare che sancisca la fine del progetto);

– il corrispettivo erogato, che deve essere commisurato a quello corrisposto in caso di lavoro autonomo per un’analoga prestazione, e i tempi e modi di pagamento;

– le forme di coordinamento del lavoratore con il committente.

Se manca uno di questi elementi il contratto si considera di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Il lavoro a progetto non può essere stipulato con un professionista iscritto all’albo se la prestazione è di natura intellettuale o quando si tratta di prestazione occasionale.

La malattia comporta la sospensione senza compenso del contratto ma non la sua risoluzione, a meno che la sospensione si protragga per più di 1/6 della durata stabilita (o per un periodo superiore a 30 giorni se la durata non è predefinita). Salvo diverso accordo contrattuale, la sospensione non proroga la scadenza del contratto. La sospensione per maternità invece proroga il contratto per 180 giorni, ma le parti possono prevedere un periodo maggiore.

Le parti possono recedere prima della scadenza per giusta causa o in base a diverse modalità eventualmente concordate.

IL LAVORO OCCASIONALE
E’ una forma di collaborazione possibile solo se ricorrono entrambi questi requisiti:

– durata non superiore a 30 giorni in un anno con lo stesso committente,

– compenso non superiore a 5.000 euro sempre in un anno solare e con lo stesso committente.

A queste condizioni il contratto può interessare qualsiasi tipo di lavoratore e di attività lavorativa.

IL LAVORO ACCESSORIO
E’ un rapporto di lavoro saltuario in particolari ambiti tra i quali il lavoro domestico, l’insegnamento privato, il lavoro nell’impresa familiare nel commercio o turismo, il lavoro agricolo stagionale effettuato da pensionati o da studenti. Anche in questo caso il compenso annuo non deve superare i 5.000 euro (10.000 nel caso di lavoro in imprese familiari). (A.D.M.)

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