Cloud e commercio elettronico, la scommessa del made in Italy

Per le aziende la possibilità di aggredire nuovi mercati a costi contenuti

Nonostante le previsioni di un anno migliore del passato, la burrasca sull’economia italiana è tutt’altro che passata. E’ vero, Fondo monetario internazionale (Fmi) e Unione europea (Ue) prevedono una ripresa. Seppure debole, per l’Italia si parla di un zero virgola.
Un buon segnale in tal senso è arrivato sullo finire del 2013, con la produzione industriale che ha registrato una sensibile accelerazione.
Purtroppo le variabili, gli ostacoli per l’avvio di una vera e propria crescita sono ancora presenti. A partire dalla debolezza della domanda interna e dalla disoccupazione, prevista in aumento.
 
Se le riforme possono essere una spinta al cambiamento – soprattutto quelle sul costo del lavoro  – in mancanza di un svolta culturale nel modo di fare impresa, potrebbero non essere sufficienti. Occorre che tutti, a partire dalle imprese, capiscano e adottino una vision produttiva. Che deve essere essere innovativa e presentare una forte soluzione di continuità con il passato.
E il passaggio non può non abbracciare l’innovazione tecnologica che, senza cadere in facili mistificazioni, diventa essenziale per riprendere la competitività perduta.
 
Adozione al verbo tecnologico, dunque,  che s’incanala soprattutto su due binari, il cloud e il commercio elettronico. Scelte che, a fronte di costi contenuti, possono aprire nella aziende nuovi orizzonti in termini di efficienza e possibilità di accedere a nuovi mercati.
 
Michele Capra, sviluppatore e uno degli organizzatori della NodeJs Conf (cicli di incontri dove gli addetti ai lavori si confronto sul software che permette di gestire le piattaforme cloud) ci dice perché le Pmi italiane devono scegliere il binomio nuvola/e-commerce.
   
Perché un’impresa, uno studio professionale dovrebbe passare al cloud?
Questa soluzione permette di poter affrontare le sfide del contesto attuale. Il cloud consente di poter gestire al meglio i costi in funzione del proprio business e di poter fornire servizi affidabili e scalabili in ogni contesto.
 
Quali sono le previsioni per il 2014? Ci sarà un esodo di imprese che porteranno i propri dati sulla nuvola?
L’adozione del cloud sarà graduale, ma inesorabile perché offre un vantaggio competitivo per le imprese che lo adottano. Le imprese sanno dell’esistenza del cloud, ma non hanno ancora compreso appieno le sue opportunità. Ma in questo 2014 vedremo sempre più aziende migrare verso la nuvola.
 
Quanto pesa il digital divide italiano sulla diffusione di questa tecnologia?
Abbastanza perché per poterla sfruttare a pieno e necessario avere a disposizione sufficiente banda. Speriamo che il nostro paese prenda seriamente in considerazione questo problema in quanto la Rete offre nuove opportunità di business. La potenzialità è ovviamente creare nuovi posti di lavoro, non possiamo ignorare questa opportunità. 
 
Quali sono i legami tra cloud e commercio elettronico?
Il cloud sta offrendo la possibilità a una platea sempre maggiore di aziende di poter approcciare il mondo e-commerce. In passato erano richiesti investimenti di un certo rilevo per poter offrire un servizio di commercio elettronico, ma oggi grazie al cloud il costo di questi servizi si è notevolmente abbassato.
 
L’Agenda digitale che sta realizzando il governo è soddisfacente? Su quali settori investiresti maggiormente?
  Sono parzialmente soddisfatto dell’agenda del governo. Penso che potrebbe osare di più prendendo come esempio quello che ha fatto recentemente lo stato di New York che ha creato delle zone tax-free per aziende high-tech. 
   
Il 25 gennaio si è tenuta una conferenza a Brescia sul software Node.Js, che ruolo ha questo software nel cloud e quali sono le sue caratteristiche?
Node.Js sta sempre più ricoprendo un ruolo di primaria importanza nelle tecnologie legate al web. Il suo campo applicativo principale è quello dei servizi di back-end e permette facilmente di creare infrastrutture di supporto per applicazioni web o mobile. In quest’ultimo caso il cloud diventa fondamentale garantendo la scalabilità delle soluzioni software.
 
by ITnet @itnet_live
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