Click day, al via la regolarizzazione per i lavoratori stranieri

Parte la maratona per la richiesta del permesso. Il 2 febbraio tocca a colf e badanti

Oggi il primo dei tre giorni per chiedere il permesso, il primo dei tre click day che garantiranno un lavoro in regola a quasi centomila extracomunitari, contro gli oltre trecentomila aspiranti, secondo il nuovo decreto flusso varato dal consiglio dei ministri.
L’ora del via è scattata il 31 gennaio alle otto, primo click day per inoltrare le domande al sito del ministero dell’Interno, e riguarda un primo contingente di 52.080 cittadini impegnati in tutti i settori produttivi, ma provenienti da Paesi che hanno sottoscritto specifici accordi di cooperazione in materia migratoria.
Al momento sono stati richiesti oltre 210mila moduli (170mila per colf e badanti e 40mila per lavoro subordinato) e le domande già pronte per l’invio sono circa 115mila. I paesi con corsia preferenziale e maxi quote riservate sono: Marocco, Tunisia, Egitto, Albania, Moldavia, Filippine e Sri Lanka.

L’altra data importante è fissata per il 2 febbraio, sempre dalle otto di mattina, quando scatterà il secondo appuntamento per i 30.000 lavoratori che si dedicheranno esclusivamente ai lavori domestici. Infine il 3 febbraio sarà riservato a tutte le altre categorie di lavoratori.
Le istruzioni per i tre click day sono uguali, ovvero è il datore di lavoro che deve “chiamare” lo straniero e per farlo deve garantire un contratto minimo di venti ore con uno stipendio di almeno 473 euro e un alloggio e deve avere lui stesso un reddito di almeno il doppio.
Spedita la domanda telematica apparirà una ricevuta che bisogna stampare. L’orario dell’invio può essere diverso dalla ricevuta perché ci vuole tempo prima che il sistema valuti la richiesta. La legge dice che la risposta deve essere data entro 40 giorni, ma specie nelle grandi città sarà difficile. Se la domanda sarà respinta il datore di lavoro potrà fare ricorso al Tar.

Quest’anno nel decreto flussi son presenti 4.000 quote per la conversione dei permessi stagionali in permessi di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale. Un’opportunità importante anche per il settore agricolo perché si tratta di lavoratori con i quali le aziende del settore hanno instaurato un rapporto di reciproco affidamento. La presenza dei lavoratori stranieri impegnati nelle campagne italiane è salita a quota 106.058, con un aumento del 2,03 per cento, ed oggi rappresenta quasi il 9,15 per cento del totale impiegato in agricoltura. In altre parole nei campi quasi un lavoratore su dieci è straniero.

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