Dalla Cina alla Lombardia, delocalizzazione al contrario: Candy riporta le lavatrici in Italia

I cinesi di Haier ha deciso di riportare a Brugherio parte della produzione che i vecchi proprietari avevano portato in Cina

Potremmo chiamarla “delocalizzazione di rientro“. E, visto il periodo piuttosto critico in cui avviene, è una notizia che non può che far piacere. Haier, colosso cinese degli elettrodomestici (e non solo), ha deciso di riportare in Italia parte della produzione di lavatrici di Candy. Una decisione molto importante per tutta l’azienda, che arriva ad appena 18 mesi dall’acquisto del gruppo Fumagalli da parte dei cinesi.

Non si tratta, però, di un’iniziativa “isolata”. Già nelle settimane precedenti, infatti, il gruppo Haier aveva deciso di aumentare la produzione dell’impianto di Brugherio per sopperire al calo causato dal Coronavirus proprio in Cina. Ciò si era tradotto in 4 ore di lavoro in più al giorno per tutti gli operai dell’impianto brianzolo, dove Haier produce alcuni dei modelli di lavatrice più tecnologicamente avanzati della sua offerta commerciale. Da giugno 2020, questa situazione “emergenziale” è destinata a trasformarsi in una decisione definitiva.

Candy riporta la produzione in Italia: la delocalizzazione al contrario

L’azienda cinese, che aveva definito l’acquisto di Candy nel gennaio 2019, ha annunciato di voler aumentare la produzione italiana di lavatrici. Secondo il piano pluriennale presentato da Haier, a partire da giugno 2020 la produzione passerà dagli attuali 400 mila modelli anno a 450 mila modelli anno. Nel 2021, invece, ci sarà un ulteriore incremento nella produzione: si arriverà a realizzare fino a mezzo milione di pezzi, con un aumento del 25% in meno di un anno.

Ma le buone notizie per la fabbrica di Brugherio potrebbero non essere finite con la “delocalizzazione al contrario”. Come spiega Pietro Occhiuto, segretario generale della Fiom Cgil Brianza, la nuova proprietà cinese sta investendo sia nella linea di produzione, sia nel centro di ricerca e sviluppo. L’obiettivo è quello di convincerli a innalzare la produzione a 600 mila lavatrici ogni anno, riportando così il tutto ai livelli del periodo pre-crisi. Oggi, infatti, i lavoratori di Brugherio lavorano appena per 3 giorni la settimana: un part time che ha pesato non poco sull’economia familiare e quella dell’intera area brianzola.

Centro di eccellenza europeo

L’aumento di produzione, però, è solo la proverbiale punta dell’iceberg. Sin dall’acquisto di Candy e del centro produttivo, infatti, Haier ha dimostrato di puntare con forza su Brugherio.

Prima ha portato qui il quartier generale europeo (trasferendolo da Parigi), poi ha deciso di realizzare qui le sue lavatrici “smart” da incasso, che vengono poi commercializzate un po’ in tutta Europa. Nel corso dell’ultimo anno, il gigante cinese ha assunto 70 nuove figure professionali, impiegate nel marketing e nella ricerca e sviluppo, per potenziare ulteriormente le attività italiane e brianzole.

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