Chiusura domenicale, allarme Federdistribuzione: a rischio 40mila posti di lavoro

"Chiudere il commercio la domenica, che è diventata il secondo giorno per incasso dopo il sabato" avrebbe un "effetto negativo sui consumi, già fermi": lo ha detto Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione

(Teleborsa) Uno dei temi caldi che, in questi giorni, fanno discutere e accendono il dibattito è  la proposta sulla chiusura dei negozi la domenica, pronta a rivoluzionare il mondo del commercio e le abitudini di tanti italiani, lavoratori da un lato e consumatori dall’altro.  Come sempre, ci si divide tra quanti la apprezzano e chi, invece, pone l’attenzione sulle possibili ripercussioni negative, specie in un contesto generale di crisi in cui l’economia fa fatica a riprendere ossigeno. 

“Chiudere il commercio la domenica, che è diventata il secondo giorno per incasso dopo il sabato” avrebbe un “effetto negativo sui consumi, già fermi”, mentre “i posti di lavoro a rischio, per l’intero settore, sarebbero tra i 30 e i 40 mila”. Lo ha detto Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione, associazione che raggruppa centri commerciali e ipermercati, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera. 

“Sugli investimenti abbiamo già i primi segnali di grandi gruppi che, prima di andare avanti, vogliono capire come finirà questa storia. Avevamo già chiesto un incontro al ministro Luigi Di Maio ma finora non siamo riusciti a parlare con lui”.

Quanto ai piccoli commercianti, favorevoli allo stop “partiamo dai numeri. Dal 2012, i piccoli esercizi che hanno chiuso sono l’1,9%: non mi pare una ecatombe considerando la crisi degli ultimi anni. E poi non è con il ritorno al passato che ci si può difendere”.

LA CHIUSURA TIRA LA VOLATA AL COMMERCIO ONLINE“Chiudere la domenica farebbe crescere ancora di più il commercio online”. E l’ipotesi di uno stop domenicale anche per il commercio online “è un segnale positivo. Ma, al di là degli annunci, dal punto di vista tecnico mi pare difficile da realizzare”.

Mentre continua il valzer delle polemiche, Di Maio prova a fare chiarezza: “Non dico che sabato e domenica non si fa più la spesa, ci sarà un meccanismo di turnazione: resta aperto solo il 25%, il resto chiude”. Lo ha detto a L’aria che tira su La7, sottolineando che “ci sarà sempre un posto dove andare a fare la spesa”. La turnazione, ha spiegato ancora,  la deciderà la legge e il sindaco con i commercianti “come avveniva prima”. 

DI MAIO: “MISURA DI CIVILTA’ “Questa proposta è una misura di civiltà ci viene chiesta dai commercianti, dai padri e madri di famiglia che essendo proprietari di in un negozio dicono che se mi mettete in concorrenza con un centro commerciale dal lunedi al venerdi i miei figli non li vedo più”, ha concluso.

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