Cassazione, il lavoratore assente per malattia che esce di casa non può essere licenziato

La sanzione disciplinare non può essere inflitta perché il lavoratore aveva solo ripreso normali “attività della vita privata”

Rivoluzione per le assenze ingiustificate dal lavoro: non è possibile licenziare il lavoratore che in malattia – per giunta per problemi alla gamba – è sorpreso in giro sia in macchina sia a piedi.
Lo ha detto la Corte di Cassazione con la sentenza 6375/2011, che ha confermato il mantenimento del posto di lavoro per il dipendente di una società piemontese addetto al controllo degli acquisti.

Il datore di lavoro aveva mandato degli investigatori privati sotto casa dell’impiegato e aveva scoperto che il dipendente usciva dalla sua abitazione anche se aveva un certificato con una lunga prognosi di malattia per un’infiammazione al tendine.

La Cassazione ha negato la possibilità di licenziamento perche dalle attività d’indagine non era emerso che il lavoratore svolgeva altri lavori. Il lavoratore “aveva ripreso – sottolineava la Suprema Corte – alcune attività della vita privata (spostamenti in città a piedi e in auto per acquisti e altro), cioè attività di una gravosità di cui non è evidente la comparabilità a quella di una attività lavorativa a tempo pieno”.
E infatti la professione da dipendente era più gravosa e difficilmente compatibile con la malattia di cui era affetto, visto che prevedeva lunghi periodi in piedi.

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