Cassa integrazione record a marzo, boom di richieste

Da aprile 2020 a marzo 2021 autorizzate oltre 5 miliardi di ore di Cig Covid. La Regione che ha fatto più richieste è la Lombardia

Supera i cinque miliardi il numero totale di ore di cassa integrazione guadagni autorizzate dal 1 aprile 2020 al 31 marzo 2021 per l’emergenza sanitaria.

Lo si legge nell’Osservatorio dell’Inps sulla cassa integrazione con causale Covid, secondo il quale le ore di fermo chieste dalle aziende sono pari a 5.016,7 milioni di cui:

  • 2.259,5 milioni di cig ordinaria;
  • 1.728,4 milioni per l’assegno ordinario dei fondi di solidarietà;
  • 1.028,8 milioni di cig in deroga.

Solo nel mese di marzo sono state autorizzate oltre 620 milioni di ore tra cassa e assegni di solidarietà con causale Covid, un dato quasi quattro volte quello di febbraio (157,8).

Cassa integrazione Covid, i numeri Inps

Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate a marzo 2021 sono state 282 milioni, quasi interamente riferite all’emergenza sanitaria, +974,8% in più rispetto a febbraio 2020 (26,2 mln). A marzo 2020 le ore autorizzate erano state 12,7 mln.
Per la cassa integrazione straordinaria sono state autorizzate 17,5 mln di ore, di cui 1,3 mln per solidarietà, con un incremento del 141% rispetto a marzo 2020 (7,3 mln). Rispetto a febbraio 2021 si registra una variazione congiunturale pari al +64%.
Gli interventi in deroga sono stati di 114,8 mln di ore, con una variazione congiunturale del +69,7% rispetto a febbraio. A marzo 2020 erano state autorizzate circa 2mila ore.
Per i fondi di solidarietà sono state autorizzate 227,6 milioni di ore, con un incremento del 231,3% rispetto a febbraio. Nel mese di marzo 2020 le ore autorizzate erano circa 739mila.

I settori che hanno fatto più richieste di cig durante l’emergenza sanitaria

Da aprile 2020 a marzo 2021 sono state autorizzate complessivamente per emergenza sanitaria 5.016,7 mln di ore: 2.259,5 mln di cig ordinaria, 1.728,4 mln per l’assegno ordinario dei fondi di solidarietà e 1.028,8 mln di cig in deroga.
Nel mese di marzo sono state autorizzate complessivamente 620,4 mln di ore, con un incremento del 293,1% rispetto a febbraio. In particolare, le autorizzazioni si riferiscono a 63.558 aziende per la cig ordinaria con 279,1 mln di ore, a 53.708 aziende per l’assegno ordinario con 226,7 mln di ore e a 147.100 aziende per la cig in deroga con 114,7 mln di ore.

I settori che assorbono la maggior parte della cig ordinaria sono nell’ordine:

  • “fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici ed elettrici” con 49,7 mln di ore;
  • “metallurgico” con 42 mln;
  • “industrie tessili e abbigliamento” con 37 mln;
  • “costruzioni” con 29,4 mln;
  • “pelli, cuoio e calzature” con 18 mln.

Questi cinque settori assorbono il 63% delle autorizzazioni di marzo.

Per la cig in deroga:

  • è il “commercio” il settore che ha avuto il maggior numero di ore autorizzate, con 49,3 mln;
  • seguono “alberghi e ristoranti” con 35,4 mln;
  • “attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese” con 10,3 mln.

Questi tre settori assorbono l’83% delle ore autorizzate a marzo.

I settori che a marzo 2021 hanno avuto più ore autorizzate nei fondi di solidarietà sono:

  • “alberghi e ristoranti” con 94,1 mln di ore;
  • “attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, servizi alle imprese” con 46,6 mln;
  • “commercio” con 33,1 mln.

Le regioni con il maggior numero di cig

La regione con il maggior numero di ore di cig ordinaria autorizzate a marzo è la Lombardia, con 63,5 mln, seguita da Piemonte con 29,2 mln e Veneto con 28,8 mln.
Per la cig in deroga, le regioni per le quali sono state autorizzate il maggior numero di ore sono state la Lombardia con 29,9 mln, il Lazio con 15,4 mln e il Veneto con 9,4 mln.
Per i fondi di solidarietà, le autorizzazioni si concentrano in Lombardia (61,7 mln), Lazio (23,8 mln), Veneto (20,2 mln), Emilia Romagna (19,2 mln).

 

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