Cassa integrazione in ritardo: dove non è ancora arrivata a perché

Tante ancora oggi le persone che non hanno avuto risposte. E l'Inps fa chiarezza

Siamo alle porte della Fase 2 ma, ancora oggi, c’è chi purtroppo deve fare i conti con problemi e difficoltà relativi alla Fase 1. È questo il caso dei lavoratori e delle aziende ancora in attesa del riconoscimento della Cig. In molte regioni italiane, infatti, la cassa integrazione non è ancora arrivata: il motivo del ritardo? A fare chiarezza sulla questione è intervenuta l’Inps.

Cassa integrazione in ritardo: l’Inps spiega perché

Diverse sono le aziende e i contribuenti che, come anticipato, sono ancora in attesa di un riscontro per quanto riguarda il riconoscimento o meno della cassa integrazione. Le domande sono bloccate e i lavoratori, giustamente, chiedono risposte.

Appelli al Governo e all’Inps, così come le critiche, non sono mancate in queste settimane. Ricordiamo, infatti, che si tratta di persone che non stanno lavorando e di imprese che hanno cessato la loro attività, dovendo rinunciare ad una parte decisamente importante dei propri introiti. Sono situazioni in cui le difficoltà non mancano, per questo motivo i ritardi della Cig, fin da subito, sono stati argomento di discussione e malessere.

L’Istituto previdenziale, comunque, una volta tirato in ballo, ha voluto mettere fin da subito in chiaro le cose. Eventuali ritardi, nello specifico, non sono da attribuire ad esso: non è insomma colpa dell’Inps se la cassa integrazione non arriva. Ma allora di chi è la colpa? Stando a quanto spiegato, il problema è da attribuire alle regioni, che non hanno trasmesso le richieste all’Inps (o comunque non l’hanno fatto in tempo).

Cassa integrazione: le regioni dove non è ancora arrivata

Attualmente le regioni dove la cassa integrazione risulta essere bloccata per molti non sono – purtroppo – poche. In Brianza, per esempio, la cig doveva arrivare il 15 aprile ma è stata rinviata al 30. In Sardegna migliaia di domande sono ancora in sospeso, tant’è che molti datori di lavoro stanno pagando di tasca loro i dipendenti.

Salvo i casi in cui la cassa integrazione è stata anticipata, diversi ritardi si sono verificati anche in Piemonte, Lombardia e in Sicilia, dove tantissime sono le persone in attesa di ricevere risposte. Stessa cosa in Emilia Romagna.

Tutto questo, ovviamente, ha generato non poco caos tra i professionisti del settore: gli appelli dei Consulenti del Lavoro, per esempio, non fanno che aumentare di giorno in giorno. Se da un lato devono cercare di andare incontro alle esigenze dei propri clienti, dall’altro si sono trovati nella scomoda posizione di dover fare i conti con un sistema inefficiente e una burocrazia sempre più lenta, che oggi più che mai – per via dello stato di emergenza – non può che fare solo male agli affari.

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Cassa integrazione in ritardo: dove non è ancora arrivata a perché