Cassa integrazione finanziata da Ue, fino a quando sarà necessario

Nel 2020 avevamo già incassato 22,9 miliardi, ora altri 4,5 con possibilità di chiederne ulteriori nel 2021.

A monte delle difficoltà dell’Inps nel soddisfare tutti gli aventi diritto con le giuste tempistiche, l’Unione Europea assicura all’Italia un’altra importante tranche di soldi necessari a finanziare gli ammortizzatori sociali e nello specifico la cassa integrazione, per tutto il tempo in cui sarà necessario ricorrervi.

Il piano SURE, nato durante la prima ondata della pandemia di coronavirus, è stato pensato proprio come primo ombrello per i lavoratori europei, e in particolare italiani, con l’obiettivo di finanziare il ricorso alla cassa integrazione.

“Questi prestiti – spiega la Commissione Ue – aiuteranno gli Stati membri ad affrontare gli aumenti improvvisi della spesa pubblica per preservare l’occupazione. In particolare, aiuteranno gli Stati membri a coprire i costi direttamente correlati al finanziamento dei programmi nazionali di lavoro a tempo ridotto e altre misure simili che hanno messo in atto in risposta alla pandemia di coronavirus, anche per i lavoratori autonomi”.

“Nell’ambito del programma SURE, l’UE ha mobilitato fino a 100 miliardi di euro in prestiti agli Stati membri dell’UE per salvare posti di lavoro e mantenere le persone al lavoro – ha dichiarato la presidente Ursula von der Leyen – I fondi arrivano regolarmente ai nostri Stati membri, aiutandoli finanziariamente a mitigare l’impatto della pandemia di coronavirus “.

“Oggi la Commissione europea versa altri 14 miliardi di euro per sostenere i lavoratori in nove paesi dell’UE duramente colpiti – ha detto Paolo Gentiloni, Commissario per gli Affari economici – La pandemia continua a pesare sulle nostre economie e mentre sappiamo che c’è luce alla fine di questo tunnel, non sappiamo ancora quanto tempo ancora prima di raggiungerla. Ecco perché SURE e la solidarietà europea che rappresenta sono così importanti “.

Nel complesso sono 15 i Paesi Ue che hanno usufruito finora delle risorse SURE per un totale di 53,5 miliardi erogati sui 100 messi a disposizione dall’Ue. Come detto, l’Italia sarà il primo beneficiario con 27,4 miliardi di euro, seguita da Spagna (21,3 mld), Polonia (11,2 mld) e Belgio (7,8 mld). L’Italia ha ricevuto il 2 febbraio ulteriori 4,45 miliardi di euro dal Fondo. Nel 2020 avevamo già incassato 22,9 miliardi.

L’ultima Legge di Bilancio italiana ha già concesso ulteriori settimane di cassa integrazione con causale Covid fruibili fino a marzo, senza che sia necessario richiedere il contributo addizionale alle imprese che non possono comprovare cali di fatturato. Con il Decreto Ristori 5, ad oggi bloccato dalla crisi di Governo, sono previste nuove tranche di integrazione salariale.

Da vedere, col cambio di governo, se ci sarà anche una nuova estensione del divieto di licenziare, al momento fissato per il 31 marzo.

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