Cassa integrazione, Conte: “Altre 4 settimane. Priorità salario minimo”

Allo studio uno strumento più rapido e la riforma degli ammortizzatori sociali. Priorità salario minimo e insistere sullo smart working

Dopo i ritardi della cassa integrazione, si lavora a un meccanismo “nuovo e molto più veloce” nell’ambito di una riforma degli ammortizzatori sociali. L’idea del governo è garantire da subito ulteriori quattro settimane di cig alle aziende e ai lavoratori che hanno esaurito le prime 14 settimane di cassa.

“L’obiettivo del governo è garantire la cassa integrazione a tutti i lavoratori, per tutto il tempo che sarà necessario nella fase di debolezza dell’attività economica”. Così il premier Giuseppe Conte, rivolgendosi ai sindacati nella seconda giornata degli Stati generali dell’Economia in corso a Villa Pamphili.

Decreto legge con l’allungamento della cig di altre 4 settimane

Il governo ha “predisposto un decreto legge, che adotteremo oggi stesso in un Consiglio dei ministri che si svolgerà a margine degli incontri odierni, grazie al quale le aziende e i lavoratori che hanno esaurito le prima 14 settimane di cassa integrazione potranno richiedere da subito le ulteriori 4 settimane approvate con il decreto Rilancio“, ha aggiunto il premier.

Il decreto redatto da ministero del Lavoro e ministero dell’Economia permetterà di garantire ai lavoratori la continuità del sostegno al reddito. “In questo modo accompagniamo la ripartenza delle imprese più colpite dall’emergenza epidemiologica tutelando i loro dipendenti” affermano in una nota congiunta il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Verso la riforma degli ammortizzatori sociali

L’obiettivo del governo è dunque garantire la Cig a tutti i lavoratori, per tutto il tempo che sarà necessario in questa fase. Ma soprattutto arrivare a un meccanismo “nuovo e molto più veloce”. Conte, parlando ai sindacati agli Stati Generali, ha parlato dell’obiettivo di una riforma degli ammortizzatori sociali.

“Abbiamo già in cantiere progetti specifici come la riforma e la semplificazione degli ammortizzatori sociali, la rimodulazione in chiave di politica attiva degli strumenti di sostegno, il rinnovo della disciplina della Naspi”.

Conte: priorità tutela reddito e salario minimo

Il premier ha anche dato le tre missioni fondamentali sul lavoro: “Sostegno alle transizioni occupazionali, tutela del reddito dei lavoratori e la promozione della qualità” del lavoro. “La tutela del reddito dei lavoratori – ha detto Conte – dovrà essere articolata in molteplici progetti: l’istituzione di un salario minimo nel Paese, la lotta senza quartiere alla contrattazione pirata, la detassazione dei rinnovi contrattuali, la creazione di un Documento Unico di Regolarità Contributiva su appalti e subappalti per il costo del lavoro, il contrasto al caporalato e al lavoro nero, l’incentivazione del welfare contrattuale”, ha aggiunto.

Conte: insistere su smart working

“Per quanto concerne la promozione della qualità del lavoro, dovremo lavorare innanzitutto su misure volte a favorire la rimodulazione dell’orario di lavoro, anche in vista di un ricorso sempre più insistito allo smart working, che è destinato a trasformare tempi, spazi e relazioni di lavoro”, ha detto ancora Conte. “Dovremo poi promuovere il ricorso ai contratti di espansione e alla staffetta generazionale, favorire in ogni modo l’inserimento lavorativo dei giovani – questo è un grande obiettivo politico del Governo – , contrastare il ricorso al part-time involontario che frustra le aspirazioni e gli standard di vita, modulando anche i contratti di lavoro al fine di eliminare le fattispecie più precarie”.

 

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