Commercialisti, sciopero di una settimana a settembre: tempi e motivi dello stop

Inizierà il 15 settembre, con il ritrovo in piazza a Roma: il motivo è la mancata proroga al 30 settembre dei versamenti delle tasse

I commercialisti hanno deciso di fermarsi per sette giorni. Una settimana di sciopero indetto dalle sigle sindacali, che partirà dalla mezzanotte del 15 settembre e si chiuderà alla mezzanotte del 22 settembre. Il motivo è la mancata proroga al 30 settembre dei versamenti delle tasse.

Il Consiglio nazionale della categoria ha messo a disposizione degli iscritti che vorranno aderirvi la documentazione, definita con gli stessi sindacati, necessaria per inviare le comunicazioni preventive alle commissioni tributarie di riferimento e ai propri clienti. Il 15 settembre, dalle 11 alle 13, i commercialisti si ritroveranno in piazza dei Santi Apostoli a Roma e, contemporaneamente, presso le singole sedi locali.

Sciopero commercialisti, i sindacati e il lavoro del presidente Miani

Le sigle sindacali coinvolte (Adc, Aidc, Anc, Andco, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec e Unico) hanno sottolineato in un comunicato come “la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il pervicace ed immotivato rifiuto ad accogliere l’istanza di proroga al 30 settembre 2020 dei versamenti derivanti dall’autoliquidazione dei modelli dichiarativi”.

Il 2 settembre il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec), Massimo Miani, ha incontrato il presidente della Commissione finanze Luciano D’Alfonso, cui ha ribadito le ragioni dei commercialisti, ricordando il loro ruolo al fianco di privati e imprese durante le drammatiche settimane di lockdown. Le pressanti richieste dei professionisti nei mesi dell’emergenza avrebbero causato l’impossibilità a lavorare alle scadenze del 20 agosto.

Sciopero commercialisti, le modalità di adesione

Quindi, lo scioperò durerà 8 giorni consecutivi e coinvolgerà commercialisti ed esperti contabili: chiunque aderirà sarà tenuto a informare, preventivamente e in forma scritta, la propria clientela e le segreterie delle commissioni tributarie. La comunicazione preventiva al cliente deve essere effettuata entro 10 giorni dall’inizio dell’astensione: dunque, in questo caso, entro il 4 settembre. La comunicazione alla segreteria della commissione tributaria, invece, deve essere fatta 48 ore prima della data stabilita per l’udienza. Per quanto riguarda le udienze in commissione tributaria, l’astensione può essere dichiarata dal professionista anche personalmente all’inizio dell’udienza.

Il Consiglio nazionale dei commercialisti, essendo ente di diritto pubblico, non può promuovere lo sciopero, ma ha comunque deciso di sostenere la manifestazione. Pertanto, a livello locale, gli ordini territoriali dovranno raccordarsi direttamente con le relative sezioni delle associazioni sindacali promotrici.

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