Caos Whirlpool, licenziamenti al via. Tribunale rigetta ricorso Sindacati

Partite le prime lettere destinate agli operai dello stabilimento di Napoli. Tensione con il Governo.

Due tegole, una dietro l’altra, sul dossier Whirpool. E’ notizia di queste ore che il Tribunale di Napoli ha rigettato la richiesta di condotta antisindacale avanzata dalle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici contro la multinazionale statunitense per il licenziamento collettivo dei lavoratori dello stabilimento. Proprio nella giornata di ieri, erano partite le prime lettere di licenziamento per i 320 lavoratori della sede di Napoli.

 

Caos Whirlpool, licenziamenti al via

 

“Le comunichiamo il recesso della nostra società dal rapporto di lavoro con lei intercorrente – si legge nella lettera – con effetto immediato dal ricevimento della presente, esonerandola dal prestare attività lavorativa durante il periodo di preavviso contrattualmente a lei spettante”. L’azienda conferma “le offerte di un incentivo all’esodo pari a 85mila euro lordi, inclusivo del corrispettivo per le rinunce, in alternativa al suo trasferimento presso l’unità produttiva di Cassinetta di Biandronno (VA)”.

 

Furia Sindacati

 

Non si è fatta attendere la reazione (furiosa) dei Sindacati. “La tracotanza di Whirlpool non ha limiti. La multinazionale, contravvenendo agli impegni presi, ha inviato oggi pomeriggio le prime lettere di licenziamento ai lavoratori dello stabilimento partenopeo di via Argine”. Così Fiom-Cgil che parla di “ennesimo atto di arroganza”.

 

“L’invio delle lettere di licenziamento è un atto estremamente doloroso per i lavoratori e il sindacato e comporta una rottura rispetto a quelle che negli anni passati erano le relazioni industriali con Whirlpool. Lo dichiara Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm e responsabile del settore elettrodomestico che parla di “un atto che va contro la responsabilità sociale più volte proclamata dalla multinazionale americana. L’incontro di ieri con il Governo sicuramente ha contribuito a questo esito nefasto, perlomeno nella misura in cui l’esecutivo non ha fatto nulla per scongiurarlo. Chiediamo al Governo italiano di mantenere le sue promesse e di adottare finalmente atti concreti per tutelare i lavoratori di Napoli, prima che sia troppo tardi. Rimaniamo in attesa della sentenza del Tribunale di Napoli nella speranza che questa almeno possa dare giustizia per i lavoratori di Napoli”.

 

Cresce la tensione con il Governo: intervenga subito

 

“La misura è colma: la multinazionale Whirlpool, con un tavolo di crisi del Governo ancora in atto, con il coinvolgimento della Regione Campania e del Comune di Napoli, e attesa del pronunciamento del tribunale di Napoli, avvia i licenziamenti dei lavoratori, dimostrando arroganza e mancanza di rispetto. Ora i ministri della Repubblica ci mettano la faccia, altrimenti in questo Paese ogni gruppo industriale sarà legittimato ad andare via quando vuole, disconoscendo accordi e ruoli istituzionali”. Così il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci commenta l’invio delle prime lettere di licenziamento ai lavoratori della Whirlpool di Napoli. “Va combattuto l’atteggiamento antisindacale della Whirlpool e garantita la continuità dell’occupazione ai 320 lavoratori di via Argine”, ha concluso.

“Le lettere non ci intimidiscono e non ci fanno indietreggiare”. E’ quanto afferma Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil Campania. “L’ostracismo nei confronti di Napoli, dei sindacati e dei lavoratori è davvero inaudito – ha sottolineato – ma noi continueremo ad insistere col Governo affinchè trovi una soluzione straordinaria per dare continuità ai lavoratori. Di fronte all’emergenza di una vertenza come Whirlpool ci aspettiamo un Governo fermo nelle decisioni e capace di rispettare gli impegni presi coi sindacati e soprattutto coi lavoratori”, ha concluso Sgambati.

 

Intanto, oggi una nuova assemblea dei lavoratori di Napoli.

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