Calenda: “Detassare produttività per aumentare retribuzioni e competitività”

(Teleborsa) – Parlare di crescita e sviluppo dopo quanto accaduto a Manchester è difficile. Speravamo di non dover più vedere accadere sul nostro Continente a barbarie degne del secolo scorso” E’ stato questo l’esordio del discorso del Ministro dello Sviluppo Economico
Carlo Calenda, all’assemblea di Confindustria.

Il Ministro ha affrontato diversi temi, dal protezionismo alla detassazione della produttività, passando anche per la vicenda di Alitalia e alle privatizzazioni.”Siamo pronti a valutare un’ulteriore detassazione sui premi e sul salario di produttività”, ha spiegato il Ministro. “Questa è la strada per avere retribuzioni più alte e aumentare la competitività. Non esistono scorciatoie”.

Parlando di privatizzazioni, Calenda ha detto: “Dobbiamo procedere sulla strada delle privatizzazioni”, spiegando che “non è solo una questione di riduzione del debito: “mantenere il controllo pubblico aprendo il capitale al mercato si è dimostrata una buona soluzione per ENI , Enel , Leonardo , Fincantieri  e altre aziende che rappresentano oggi campioni nazionali capaci di sposare regole di mercato e interesse nazionale”

Sul commercio mondiale, Calenda ha ribadito la posizione italiana. “L’Occidente oggi appare più frammentato e riaffiorano nazionalismo e protezionismo. No al protezionismo ma assertività nella difesa da comportamenti scorretti o predatori. Su questi pilastri si fonda la nostra azione per quanto riguarda il commercio ma anche la difesa e la promozione dell’interesse nazionale”. Per Calenda, “gli investimenti esteri, che in un Paese maturo sono soprattutto brownfield, ovvero acquisizioni, sono fondamentali per far crescere l’Italia” ma “altra cosa è subire operazioni opache o predatorie che possono paralizzare la gestione di un’azienda o depauperare il patrimonio tecnologico del Paese. Per questa ragione ho proposto la cosiddetta norma antiscorrerie”. Un provvedimento che aumenta gli obblighi di trasparenza circa le finalità dell’investimento per chi acquista partecipazioni rilevanti in società quotate. “Una norma – ha assicurato – non retroattiva ne’ tantomeno disegnata per singoli casi aziendali”.

Parlando di lavoro, il titolare del Dicastero di Via Veneto ha dichiarato:”con il ministro Poletti stiamo mettendo a punto un Piano Lavoro e Welfare 4.0 da presentare alla prossima Cabina di Regia e il contributo dei sindacati sarà essenziale in questo ambito. Quello che è certo è che il recepimento di strumenti di welfare aziendale e della formazione continua in alcuni contratti di categoria va sicuramente nella direzione giusta e deve essere allargato”.

Sulla crescita dell’economia, il Ministro sostiene che l’aumento dell’1% del PIL mostra che l’Italia non è ancora fuori “da quell’area grigia che non basta a diffondere il benessere e a sostenere una pronunciata quanto necessaria riduzione del debito”. Calenda ha poi aggiunto che questa affermazione “non sminuisce gli sforzi che sono stati fatti in questi anni”.

Non poteva mancare un accenno alla vicenda Alitalia che il Ministro ha definito “caso doloroso”.

Calenda ha detto: “gli interessi dei cittadini contribuenti rischiano di essere messi regolarmente all’ultimo posto. E’ il caso di Alitalia che è un caso doloroso in cui il Governo ha cercato di trovare un equilibrio tra i vari interessi” ha spiegato parlando della compagnia aerea commissariata. “Ma il punto di partenza – ha aggiunto – è sempre stato quello di spendere la minor quantità possibile di soldi dei contribuenti”.

 

 

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