Bullismo sul posto di lavoro: come riconoscerlo e combatterlo

Il bullismo al lavoro è un fenomeno in forte crescita. Ecco le strategie adottate dai bulli ed alcuni modi per contrastarlo, tutelando se stessi e la propria azienda

Bullismo sul lavoro, è il momento di fare chiarezza. Le statistiche degli ultimi anni, mostrano un notevole incremento delle denunce per mobbing. Si tratta di un eccesso di sensibilità da parte dei lavoratori o di una presa di coscienza di un fenomeno che è sempre esistito? Purtroppo, in molti credono che indagare su questo comportamento sociale sia soltanto una perdita di tempo, delegando al singolo il compito di tutelare se stesso. In realtà, i dati raccontano una storia diversa. Il bullismo sul lavoro, infatti, riduce la produttività delle aziende e ne impedisce uno sviluppo corretto, danneggiando la collettività.

Ecco quindi, quali sono i comportamenti riconducibili al mobbing. In primo luogo, si trovano le violenze verbali. In questo settore rientrano gli insulti persistenti ed immotivati, ma anche le calunnie pronunciate con l’intenzione di screditare la reputazione e la credibilità della vittima di mobbing. La violenza fisica è sempre condannabile, ma nel caso di bullismo sul lavoro, non si tratta quasi mai di atti rivolti alla persona. Normalmente i bulli attuano comportamenti lesivi per la dotazione lavorativa della persona oggetto di violenza. Ad esempio, danneggiandone il computer o sottraendo materiale prezioso per il corretto svolgimento dell’attività lavorativa.

Molto spesso però, questo comportamento viene attuato al di fuori del luogo di lavoro. In questi casi il bullismo si sfoga contro i beni della vittima, come la macchina. Il terzo comportamento riconducibile a bullismo sul lavoro è l’emarginazione sociale. Essa comporta la mancata comunicazione di informazioni importanti in ambito lavorativo e l’esclusione da riunioni in cui si tratta di argomenti che hanno diretto interesse per la vittima. Questa è senza dubbio la forma di bullismo più difficile da dimostrare, che può in alcuni casi essere diretta anche alla vita personale del lavoratore.

Come tutelarsi dal bullismo sul lavoro? Per prima cosa è necessario mantenere un comportamento assertivo e rispettoso delle regole lavorative. Nel caso in cui ci si renda conto di essere divenuti oggetto di atteggiamenti riconducibili ai casi sopra elencati, è indispensabile documentare quanto avviene, mantenendo la calma. Un valido aiuto può essere la perfetta conoscenza delle regole aziendali e del contratto lavorativo. Per evitare la discriminazione chiedere indicazioni ad un sindacato può essere uno strumento di difesa efficace.

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