Brunetta, «Ai giovani 500 euro al mese»

Per il ministro le risorse andrebbero trovate agendo sulle pensioni di anzianità

«Agiamo sulle pensioni di anzianità, e con le risorse che si liberano diamo 500 euro al mese ai giovani per aiutarli a uscire di casa. Tremonti è d’accordo». Il ministro della Pubblica amministrazione torna sul tema dei bamboccioni che nello scorso fine settimana aveva affrontato con la proposta di «sfrattarli» per legge dalla casa dei genitori a 18 anni.

Parole dette per «scherzo», nel corso della trasmissione Domenica in, come ha confermato lo stesso Brunetta, ma sulle quali è scoppiato il finimondo. Tanto che è arrivata pure la smentita di Palazzo Chigi: «Quella del ministro Brunetta è un’idea del tutto personale, una posizione mai concordata all’interno del governo», dice una nota ufficiale.

Infatti le parole del ministro hanno scatenato la consueta tempesta di reazioni.
«Brunetta cerca visibilità», afferma Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro ed esponente del Pd, mentre per Beppe Fioroni, presidente del Forum Welfare del Partito Democratico, «uno Stato che smantella la scuola, taglia risorse a università e ricerca e genera precari deve smetterla di fare spettacolo e passare ai fatti».

Comunque sta di fatto che Brunetta ha toccato un nervo scoperto, che non è solo la questione dei bamboccioni, ma soprattutto quella della riforma previdenziale. L’Italia rimane il paese che destina alle pensione la maggior parte di risorse pubbliche. E in futuro andrà ancora peggio. Il rapporto tra spesa pensionistica e Pil «è destinato a crescere ulteriormente» e «potrebbe raggiungere il 15%» nel 2010. E’ la stima del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale. Nel 2008 tale rapporto è già salito – sottolinea il Nucleo – al 13,84%, il livello più elevato dal 1997».

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