Brunello Cucinelli e la sua filosofia di lavoro, ma soprattutto di vita

L’imprenditore umbro invita i lavoratori a riservarsi uno spazio per la vita privata

Se risponde al vero la consuetudine diffusa nel mondo del giornalismo che non fa notizia un cane che morde un uomo, ma il suo opposto, allora quella che riguarda Brunello Cucinelli è davvero una notizia che merita attenzione.

Non è in effetti molto frequente che un imprenditore inviti i lavoratori a non lavorare più di 6-8 ore come è accaduto allo stilista umbro in un’intervista al “Quotidiano Nazionale”. Soprattutto se l’invito fosse rivolto non solo genericamente ai lavoratori (altrui), ma anche ai dipendenti propri.

Di certo, la riduzione dell’orario di lavoro è una buona prassi e ci sono Paesi che l’hanno prevista per legge addirittura dalla fine degli anni ’90 come la Francia, dove il limite settimanale è stabilito in 35 ore contro le 48 ore italiane. Al contrario, la scelta di un singolo di lavorare di meno può avvenire forse con grande facilità per chi si trova nelle stesse condizioni di Brunello Cucinelli, che Forbes l’anno scorso poneva al 33° posto nella classifica degli uomini più ricchi della Penisola, con un patrimonio di un miliardo e mezzo di euro. Risulta, invece, decisamente più difficoltosa se si ha una situazione che rientra nella norma, con un lavoro che non permette di essere considerati dall’annuale classifica di Forbes.

Peraltro, l’imprenditore del cashmere nell’intervista sopra citata non si è limitato a suggerire ai lavoratori di “staccare la spina”, ma ha anche consigliato di staccare lo smartphone e di astenersi dalla tecnologia per una parte della giornata. Tanto che obbliga i suoi 1700 dipendenti a staccarsi alle 17.30 dagli strumenti di lavoro, proibendo da quell’ora (e per tutto il fine settimana) perfino l’invio di mail aziendali. La proibizione si ispirerebbe secondo Cucinelli alla regola del suo conterraneo San Benedetto da Norcia.

Cucinelli ha dichiarato: “Ognuno deve avere uno spazio riservato che non può essere invaso dalla tecnologia. Dovrebbe vivere una vita pubblica, una vita privata e una vita segreta. Un aggettivo senza connotazioni romantiche o risvolti penali, ma letto nel senso di spirituale, intima, una vita solo tua”.

Il suggerimento è davvero giusto, ma temiamo che non troverà molto favore presso i suoi colleghi che operano nel settore delle telecomunicazioni e dell’informatica, che potrebbero rivalersi acquistando meno capi in cashmere.

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