Brexit: May chiarisce i dubbi, ma non convince tutti

Il Primo Ministro Britannico parla della Brexit e fa il punto su libertà di movimento, accordi commerciale e Corte Europea

Pieno controllo delle frontiere, anche per quanto riguarda il lavoro. È questo uno dei punti che ha sottolineato Theresa May in merito alla Brexit in un post su Facebook.

Giovedì 12 luglio è stato pubblicato il “White Paper” un documento che spiega i punti della Brexit in 98 pagine. Documento che ha portato alle dimissioni dei ministri Boris Johnson e David Davis, rispettivamente ministro degli esteri e ministro per la Brexit, non pienamente soddisfatti dal progetto perché considerato troppo “morbido”.

“Due anni fa il popolo del Regno Unito ha votato in maggioranza per l’uscita dall’Unione Europea.  Da quel momento la mia priorità è stata dare alla popolazione quello che ha richiesto”. Ha scritto il Primo Ministro sul profilo social. May ha voluto porre l’accento sui tre dubbi che maggiormente si sono posti le persone: “Significa la fine della libertà di movimento? Saremo in grado di firmare i nostri accordi commerciali? E il Regno Unito sarà al di fuori della giurisdizione della Corte Europea? Le risposte sono tre sì”.

Per quanto riguarda la fine della libertà di movimento, May ha posto l’attenzione sull’occupazione: “Non sarà più permesso alle persone di arrivare qui da tutta Europa nella remota possibilità che possano trovare lavoro. Accogliamo sempre i professionisti qualificati che aiutano il nostro paese a prosperare: da medici e infermieri a ingegneri e imprenditori, ma per la prima volta da decenni avremo il pieno controllo delle nostre frontiere”.

Sarà quindi il Regno Unito a decidere chi può vivere nel Paese.  Così come sarà sempre il Regno Unito a scegliere in merito alla politica commerciale: “Completamente indipendente – sottolinea May – con un nostro seggio all’Organizzazione Mondiale del Commercio e la possibilità di fissare tariffe e concludere accordi con chi vogliamo”. Il Primo Ministro ricorda anche che la Gran Bretagna non sarà più soggetta alla giurisdizione della Corte di giustizia dell’Unione Europea: “Ci impegneremo ad avere norme comuni con l’UE su aspetti come emissione di gas di scarico o sicurezza alimentare, ma tali norme comunitarie non saranno più autonomamente e direttamente applicabili nel Regno Unito”.

Parole a cui poi ha fatto seguito il “White Paper”, documento che mostra il progetto di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.  Fra le proposte per l’Europa un accordo di associazione, un’area di libero scambio, gestione e controllo dei confini nazionali ma anche partnership su sicurezza e collaborazione con le agenzie europee.

Non sono mancate le critiche, oltre alle dimissioni. A esprimere contrarietà su alcuni aspetti sono stati sia il Parlamento che la City di Londra.  Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto la sua affermando che il progetto non è rappresentativo di ciò che ha votato la popolazione nel referendum del 2016.

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