Boom di richieste per il servizio civile, rimedio contro la disoccupazione

Un ragazzo su quattro trova lavoro nell’ente dove presta servizio

Se state cercando lavoro, c’è un’opportunità interessante da prendere in considerazione: il servizio civile. In tempi di crisi, 433 euro di indennità mensile possono far comodo. Inoltre, in un caso su 4 al termine del servizio civile si viene assunti dove si è lavorato per un anno.

Ecco perché in tre anni le richieste sono più che triplicate: dalle 15mila del 2004 alle 50mila del 2017.
“Negli ultimi anni le domande hanno superato di oltre tre volte il numero di posti disponibili- spiega Luigi Coluccino, rappresentante nazionale del settore e volontario a sua volta alle Acli-. Nel corso degli anni sono cambiate forme e tipologia dei progetti, adattandosi alle esigenze del Paese. La logica dell’alternanza al servizio militare obbligatorio resta un passaggio storico ma è distante dalle dinamiche attuali”. Oggi funziona il passaparola dei volontari che nel 95% dei casi la descrivono come un’esperienza positiva di difesa non armata della patria. Un’esperienza ovviamente appetibile per chi è disoccupato. Fa curriculum, può essere spesa come esperienza lavorativa oltreché di impegno civile, consente di mettere un piede in un settore del mercato del lavoro, quello del non profit, che ha tenuto meglio, negli anni della crisi, rispetto al settore profit.

Come funziona? Il servizio civile è aperto ai giovani di ambo i sessi fra i 18 e 28 anni (anche agli stranieri residenti in Italia), dura 12 mesi e si accede tramite bando. L’età di chi può presentare domanda “coincide con il profilo del giovane alla ricerca di lavoro”, perciò la delega per il servizio civile è stata assegnata al Ministero del lavoro. Da poco è cambiato il nome: da servizio civile nazionale a universale. Una novità è che si può lavorare fino a tre mesi in un altro paese dell’Ue.

Dal 2001 a oggi, quasi mezzo milione di italiani (nella fascia d’età 18-29) ha lavorato per un anno (30 ore settimanali) nell’assistenza socio-educativa, nell’agricoltura sociale e in attività di pubblica utilità in zone di montagna. La metà dei “civilisti” risiede nel Mezzogiorno o nelle isole e per l’85% vive ancora in famiglia. Solo uno su quattro ha lavorato prima di svolgere il servizio civile. Il 65% dei volontari sono donne e l’86% è disposto a cambiare regione per lavorare. Il 67% ha fatto domanda per “motivazioni personalistiche” (avvicinarsi al mondo del lavoro, guadagnare qualcosa, acquisire competenze). Il 33% per spirito di solidarietà.

Leggi anche:
Un anno ben speso: cos’è il Servizio Civile
Servizio civile: chi vi può partecipare

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Boom di richieste per il servizio civile, rimedio contro la disoc...