Bonus casalinghe, una beffa? Alle donne appena 40 centesimi

Il bonus casalinghe introdotto dal decreto Agosto appena bollinato fa già discutere. Un aiuto particolare pensato per la formazione delle casalinghe

Il bonus casalinghe introdotto dal decreto Agosto appena bollinato fa già discutere. La misura, così ribattezzata perché destinata appunto alle donne che non lavorano, introduce un aiuto particolare pensato per la formazione delle casalinghe. Nel nostro Paese, meno di una donna su due lavora, nel Sud Italia una su tre. Alcune per scelta, altre costrette per la difficoltà di conciliare i tempi in famiglia.

L’idea è attivare percorsi per acquisire competenze e avere opportunità lavorative, come ha spiegato la ministra della Famiglia Elena Bonetti. Obiettivo dichiarato del provvedimento è favorire la partecipazione delle donne al mondo del lavoro e renderle libere di poter scegliere se lavorare o meno.

Bonus casalinghe, come funziona

Il nuovo fondo che il Governo dovrebbe creare ad hoc risponde, ha detto Bonetti, all’esigenza di poter dare alle casalinghe l’opportunità di avere una formazione in alcuni ambiti importanti, ad esempio le competenze digitali, o l’ambito finanziario, che abilitino queste donne a poter scegliere di rientrare nel mondo del lavoro.

Non un bonus, in realtà, ma un’occasione formativa per combattere la disoccupazione femminile, creando posti di lavoro per le donne, decontribuendo il lavoro femminile e incentivando l’imprenditoria.

Solo 40 centesimi a casalinga?

Ma, c’è un ma. Il bonus fa già discutere perché la dotazione finanziaria per il bonus casalinghe è di appena 3 milioni di euro. Briciole secondo gli esperti, che servirebbero solo a fini elettorali. Alcuni hanno fatto i calcoli, scoprendo che, considerato che le casalinghe italiane sono ben 7,4 milioni, numero elevatissimo rispetto alla media europea, si tratterebbe di appena 40 centesimi a testa. Sì, 40 centesimi.

La ministra Bonetti ha replicato agli attacchi spiegando che si tratta di dati errati. “Ho letto di questa divisione fatta per calcolare i soldi effettivi. Posso dire che si è fatta l’operazione sbagliata, non è un fondo per avere un bonus per cui si deve fare il totale diviso il numero delle casalinghe ma è un fondo costituito, come primo embrione, per un progetto di formazione digitale, quindi bisogna valutarne anche il costo. È un primo fondo di 3 milioni di euro, mai stanziati in precedenza” spiega.

Corsi di formazione gratuiti

Che succederà dunque adesso? Il Dipartimento per le pari opportunità lancerà un bando per progetti che riguardano la formazione, gratuita per tutte le donne che si vogliono iscrivere. Bonetti sottolinea che è stato già sperimentato un corso di formazione gratuito durante il lockdown, in collaborazione con Google sulla piattaforma del Dipartimento, e le cose hanno funzionato.

La possibilità di offrire alle donne, che oggi sono fuori dal mondo del lavoro, occasioni di formazione con competenze innovative senza le quali mai potrebbero sperare di poter rientrare nel mondo lavorativo, è un segno importante. Il gap di competenza digitale tra uomini e donne è enorme. Creare un fondo per un percorso di formazione, attraverso una piattaforma digitale, con accesso gratuito, dovrebbe servire nelle intenzioni del Governo a colmare quel gap.

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