Blockchain pronta a esplodere mentre si ragiona sulle nuove professioni

L'affermazione delle nuove tecnologie non distruggerà posti di lavoro ma ne creerà di nuovi anche se le "competenze" devono ancora essere individuate

Ci si interroga nel mondo del lavoro per gli impatti delle nuove tecnologie sull’occupazione e sulla necessità di formazione del personale. E’ quanto affermato dal numero uno di Ernst & Young Italia, Donato Iacovone, nel corso del Forum “Ansa incontra”.

Il lavoro si trasforma

Il primo problema posto dalle nuove tecnologie applicate al lavoro è “capire i posti di lavoro che andranno persi”, ha affermatol’Ad di una delle più grandi società di consulenza in Italia, aggiungendo che per il secondo passo sarà “intercettare i nuovi lavori che nasceranno”.

“Non siamo in grado di intercettare i nuovi lavori”, ha ammesso Iacovone, aggiungendo che in questo momento bisognerebbe “riorientare la formazione” e stare a guardare “in quanto tempo le persone riformate trovano un nuovo lavoro”. Ma sinora non è stato possibile “riorientare la formazione per trovare queste specifiche competenze”.

Le potenzialità della blockchain 

Le tecnologie della blockchain hanno grandi potenzialità, ha affermato poi Iacovone, ricordando che la tecnologia è stata “un grande regalo” che ci ha portato il Bitcoin, anche se poi la criptovaluta di per sé è stata relegata in un angolo a causa dell’incertezza e della mancanza di sicurezza.

La blockchain – ha affermato l’Ad di EY – “può essere un grande beneficio per la pubblica amministrazione” ed anche nei passaggi da una amministrazione e l’altra, ma resta perlopiù uno strumento “legato alle iniziative dei privati”.

E il boom atteso

Frattanto, uno studio di Ibm Institute for Business Value ha preannunciato un decollo della blockchain nel 2019, in base ad una indagine condotta su oltre mille e 300 top manager in 10 settori diversi ed in 10 Paesi.

Questa tecnologia si affermerà, oltre che nel settore finanziario dove è largamente in uso, anche nel settore auto, per i servizi legati alla mobilità e finalizzati al recupero di efficienza e per rendere la mobilità più sicura, ecologica e accessibile. La ricerca evidenzia che un gruppo di pionieri del settore automobilistico (il 15% degli intervistati) si è già gettato nella blockchain.

“Il settore automobilistico ha attualmente bisogno di un aumento di efficienza”, ha affermato Chris Ballinger, CEO e fondatore della Mobility Open Blockchain Initiative (MOBI).

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