Blocco licenziamenti, si va verso una nuova proroga

Ma Gualtieri frena: il governo non può continuare a prorogare il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione.

Oltre alla proroga della cassa integrazione per Covid potrebbe arrivare anche quella del blocco ai licenziamenti, al massimo di 1-2 mesi, non di più.

La deadline del 17 agosto – inserita nel Cura Italia per frenare la disoccupazione con le aziende aggredite dall’emergenza Covid- dovrebbe spostarsi dunque all’autunno. Ma non si dovrebbe andare oltre il mese di ottobre, secondo quanto scrive l’Adnkronos citando “fonti di primo piano”.

Gualtieri: il governo non può continuare a prorogare il blocco dei licenziamenti e la cig

A mettere un freno è il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in un intervento al Festival dell’Economia di Trento. “È chiaro ed evidente che non possiamo semplicemente limitarci a prorogare indefinitamente la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti per tutti, senza un punto di arrivo”.
“Al di là della crisi, i processi di cambiamento non possono essere congelati per troppo tempo perché poi esplodono tutti insieme”.
Gli ammortizzatori sociali, ha ribadito, “li abbiamo prolungati e continueremo a farlo, lo strumento del blocco dei licenziamenti è stato giusto utilizzarlo, ma ora dobbiamo anche cominciare ad affrontare le difficoltà che questi due strumenti non sono in grado di risolvere”.

Proroga di 3 mesi fino a fine novembre

Sul tavolo del governo c’è poi un altro nodo da sciogliere: la sospensione della norma del dl dignità che prevede l’obbligo di causale per il rinnovo di contratti a tempo determinato dopo 12 mesi di lavoro, potrebbe essere prorogata di 3 mesi.
Per ora è sospesa fino al 30 agosto, con una norma inserita nel dl Rilancio sempre per fronteggiare l’emorragia di posti di lavoro. Quindi fine novembre, poi dovrebbe essere scongelata, anche perché i 5 Stelle non sono disposti a concedere tempi supplementari.

Ma l’idea su cui si ragiona tra Mef e Palazzo Chigi è una sospensione della norma fortemente voluta da Luigi Di Maio, quando era a capo del ministero del Lavoro, di massimo 3 mesi. Tempi che potrebbero vedere convergere anche i 5 Stelle, “una proroga ci può stare, ma deve essere minimo e vigileremo affinché la modifica non diventi strutturale”. Per ora sul piatto ci sarebbero 3 mesi, non un giorno di più.

In collaborazione con Adnkronos 

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