Blocco dei licenziamenti, dopo il caso GKN per Letta cambia tutto

"Non è l'unico", ha detto il segretario del Pd riferendosi all'affaire dei 422 dipendenti, liquidati dall'azienda con una mail

“Se questo è l’andazzo del dopo 30 giugno, allora bisogna cambiare. Il caso GKN non è l’unico”. Sono le parole che il segretario del Partito Democratico consegna a una platea riunita in Piazza Maggiore a Bologna. Ieri 10 luglio l’ex premier è stato intervistato da Marco Damilano e Tonia Mastrobuoni nell’ambito della manifestazione RepIdee. Sollecitato sulla fine del blocco dei licenziamenti, che è scattata lo scorso primo luglio, Letta ha invitato al cambio di passo.

In cosa consiste il caso GKN

“GKN driveline – è la posizione dei sindacati, pervenuta tramite i portavoce di Fim Cisl – via pec (posta elettronica certificata, ndr), senza nessun preavviso, nemmeno alla Confindustria, ha comunicato ai 422 dipendenti il licenziamento e la chiusura del sito (…) Proprio questa mattina – continuano le associazioni dei dipendenti – l’azienda aveva messo tutti i lavoratori in Par (permesso annuo retribuito) collettivo per le ferie estive e in fabbrica non c’era nessuno”.

La mossa arriva dopo la decisione del governo presieduto da Mario Draghi di prorogare il blocco dei licenziamenti fino a ottobre ma solo per i settori più in crisi, ovvero tessile, calzaturiero e della moda, ai quali si aggiungono le piccole imprese e quelle che operano nel terziario (qui ulteriori informazioni sul recente scongelamento del mercato del lavoro). Per le aziende non individuate dalla misura, approvata dall’esecutivo insieme al pacchetto del dl cosiddetto “Fisco e Lavoro”, c‘è la possibilità scegliere la cassa integrazione, senza il pagamento del contributo aggiuntivo, a patto di non licenziare fino al 31 dicembre di quest’anno. Sul punto è stata cercata (e trovata, qui tutti i dettagli) l’intesa con le parti sociali.

Fine del blocco dei licenziamenti, cosa ha detto Enrico Letta

Evidentemente GKN è andata in direzione opposta, attirando su di sé gli strali del segretario dem. “Pochi giorni fa – ha detto dal palco Bolognese – ho incontrato i lavoratori di un’industria brianzola in condizioni simili. Il tema è anche l’inafferrabilità della proprietà. Spesso si tratta di fondi che non si sa chi siano o dove siano. La prima priorità per noi è far sì che le persone non perdano il lavoro. Che non ci sia dramma sociale. Altrimenti tutto quello che c’è di bello nel Pnrr finisce subito in un burrone”, ha concluso Letta.

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