Birre artigianali online, decolla il business

Si chiama Webeers la startup che offre a prezzo scontato birre artigianali online. Una buona idea? Si, stando agli ultimi dati di mercato

Hanno fra i 30 e i 50 anni, acquistano sul web, non vogliono rinunciare alla tradizionale qualità del food & beverage italiano e sono curiosi di sperimentare nuovi prodotti per ampliare le proprie conoscenze. Eccolo, l’identikit del target messo a fuoco da Webeers, il nuovo portale di birre artigianali online lanciato da due fratelli: Alberto Maria e Giammarco Maria Gizzi. Nato grazie al supporto di Digital Magics, incubatore di startup quotato sul mercato AIM Italia, Webeers applica i principi dell’e-commerce al mondo dei birrifici artigianali. In modo innovativo.

Punto di forza è il prezzo: il miglior prezzo possibile, ottenuto grazie all’inesistenza di passaggi intermedi fra produttore e consumatore, a corredo di prodotti di elevata qualità, offerti attraverso due formule. La prima è l’offerta flash: ogni settimana Webeers offre a prezzo scontato, e con spedizione gratuita per ordini superiori alle 6 bottiglie, i prodotti di un birrificio. La seconda prevede invece la sottoscrizione di abbonamenti per ricevere, ogni 7,15 o 30 giorni, un box di birre selezionate senza costi aggiuntivi.

“Obiettivo del portale è avvicinare gli utenti alla cultura del prodotto, suggerendo percorsi di conoscenza dei birrifici artigianali”, dichiara Edmondo Sparano, chief digital officer di Digital Magics. La scelta di scommettere sulla vendita di birre artigianali online deriva anche dal momento di grande crescita che sta attraversando il comparto, in forte espansione con oltre 30 milioni di litri prodotti (dato del 2014), in crescita del 20% rispetto al 2011. Se solo 10 anni fa i birrifici artigianali erano una trentina, oggi sono oltre 1000. E le esportazioni crescono a doppia cifra anno su anno, con una sorprendente richiesta dal Regno Unito, che da solo cumula oltre il 50% dell’export.

Non sorpende che i birrifici artigianali, ora, vogliano pesare. Le associazioni di categoria chiedono infatti una legislazione che chiarisca la differenza fra birra artigianale e birra industriale. O meglio, come già avviene negli USA, fra birrifici artigianali e industriali. Una legislazione che indichi, ad esempio, le produzioni massime consentite da una fabbrica artigianale, che obblighi all’indipendenza legale ed economica da altri birrifici e a processi produttivi privi di pastorizzazione e micro-filtrazione.

Immagini: Depositphotos

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