Banche, allarme del sindacato FABI sui 6 mila posti “bruciati” in 4 anni

(Teleborsa) – Quasi 6 mila posti di lavoro bruciati in 4 anni. E’ questo il triste risultato della crisi bancaria, indotta dai minori profitti realizzati dagli Istituti di credito per effetto dei bassi tassi di interesse, e dall’enorme consistenza delle sofferenze per crediti deteriorati, divenuta un problema per la vigilanza europea che ha chiesto a molte banche di adeguare i livelli di patrimonializzazione.

Secondo il sindacato dei bancari FABI, dal 2012 al 2016, nei primi cinque gruppi bancari (UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banca MPS, UBI Banca e Banco Popolare) -sono stati persi 12.717 posti di lavoro e sono state recuperate 6.383 assunzioni per effetto degli accordi siglati con i sindacati di categoria. Il bilancio sintetico della crisi occupazionale è stato tracciato dal leader del sindacato Lando Maria Sileoni, in occasione dell’evento “Behind the lines – La tempesta perfetta: le prospettive del settore bancario tra onde giganti e raffiche di vento”. 

Nel dettaglio, Unicredit ha mandato a casa quasi 2 mila e 200 bancari al netto di 1.300 assunzioni, Intesa Sanpaolo ha licenziato 90 persone al netto di circa 3 mila assunzioni, MPS ha mandato a casa 3 mila dipendenti senza effettuare assunzioni, UBI ha licenziato oltre 1.500 persone al netto di quasi mille e 400 assunzioni e Banco Popolare oltre mille e 800 persone al netto di quasi 700 assunzioni. 693 assunzioni).

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