Aziende in crisi: torna la CIGS per cessazione

Come disciplinato dall’art. 44 del Decreto è possibile presentare richiesta di cassa integrazione straordinaria in deroga nei casi di crisi aziendale

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Con decreto Legge n. 109/2018 (cosiddetto “Decreto Genova”) è stata reintrodotta, tra gli ulteriori provvedimenti, la CIGS (cassa integrazione straordinaria) per cessazione dell’attività produttiva, il trattamento di integrazione salariale per crisi aziendale.

I sussidi, della durata massima di 12 mesi per anno in deroga al limite generico della CIGS pari a 24 mesi, verranno erogati sulla base di accordi tra Ministero del Lavoro, Mise e Regioni interessate, che potranno essere sottoscritti a decorrere dal 29 settembre 2018 (data di entrata in vigore del decreto) e per gli anni 2019 e 2020, attraverso misure per il trattamento straordinario e l’integrazione salariale per le imprese in crisi.

Come disciplinato dall’art. 44 del Decreto (e chiarito dalla circolare Ministero del Lavoro n. 15/2018) è possibile presentare richiesta di cassa integrazione straordinaria in deroga nei casi di crisi aziendale, più precisamente:
• quando l’impresa abbia cessato oppure cessi (nel senso che lo sta per fare) l’attività produttiva;
• laddove si ravvisi la possibilità di realizzare interventi di reindustrializzazione del sito produttivo e sussistano concrete prospettive di cessione dell’attività nell’immediato con conseguente riassorbimento dei lavoratori in esubero.

Inoltre il trattamento CIGS può essere richiesto in alternativa anche come forma di sostegno al reddito dei lavoratori in esubero che siano destinatari di percorsi di politica attiva del lavoro, realizzati dalla Regione in cui insistono le unità produttive coinvolte dalla cessazione.

L’accordo deve avere ad oggetto:
• un piano di sospensione dell’attività lavorativa ricollegabile ai tempi e alle modalità del progetto di cessione aziendale, del piano di reindustrializzazione o del programma di politiche attive regionale;
• un piano di trasferimento e/o riassorbimento dei lavoratori sospesi e la gestione del personale in esubero.

Una volta concluso l’accordo (per il quale deve essere preventivamente accertata la copertura finanziaria) l’impresa è tenuta a presentare istanza al Ministero del Lavoro per il tramite del sistema Cigsonline.

La CIGS stessa era stata soppressa con il Jobs Act (Legge 183/2014) dal 2016, ma prorogata con il decreto interministeriale n. 95075 del 25 marzo 2016 per il triennio 2016/2018 al ricorrere (congiunto) dei seguenti requisiti:
• dopo l’autorizzazione della CIGS sulla base di un programma di crisi aziendale, deve sussistere la concreta possibilità di una rapida cessione dell’azienda che porti al riassorbimento occupazionale;
• sia stipulato uno specifico accordo presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con la presenza del Ministero dello sviluppo economico;
• sia presentato un piano di sospensioni dei lavoratori ricollegabili nell’entità e nei tempi alla cessione aziendale e ai nuovi interventi programmati;
• sia presentato un piano per il riassorbimento occupazionale mediante la procedura sindacale per il trasferimento di azienda (art. 47 della L. 428/90).

Fabrizio Tortelotti – Fisco 7

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